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Pescara, 05/04/2026
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18/04/2012
Il Centro
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Lavoro, 22 aziende in stato di crisi. In tre mesi 1.800 pratiche di disoccupazione al patronato Cgil, lo stesso numero di tutto lo scorso anno |
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Prosegue il trend negativo del 2011, centinaia gli impiegati a rischio Castellucci (Cgil) «La situazione è drammatica» PESCARA. Sono ventidue le aziende che hanno chiesto l’apertura dello stato di crisi nei primi tre mesi dell’anno in corso. Le pratiche, attualmente sul tavolo dell’assessorato provinciale al Lavoro, vedono il coinvolgimento di centinaia di addetti che rischiano di perdere il posto o di essere ricompresi all’interno degli ammortizzatori sociali, cassa intergrazione ordinaria o straordinaria. Gli effetti della crisi economica nei primi mesi del 2012 non sembrano volersi attenuare e sia gli imprenditori che i sindacalisti esprimono forti preoccupazioni. Altro dato che impressiona sulla dimensione delle difficoltà è quello fornito dalla Cgil: il patronato del sindacato ha prodotto da gennaio a marzo oltre 1.800 domande di disoccupazione, ossia lo stesso numero di tutto l’anno passato. Se questo trend si confermasse fino a dicembre sarebbero quasi 8 mila lavoratori senza occupazione, un vero disastro. Inoltre a questi numeri vanno sommati quelli degli altri patronati appartenenti alle altre sigle sindacali. «Viviamo una situazione occupazionale drammatica», spiega Paolo Castellucci, segretario della Cgil, «la maggior parte delle domande sono per la disoccupazione ordinaria, in altre parole sono lavoratori a tempo pieno espulsi dal mondo del lavoro. Lo scorso anno erano molte le domande con requisiti ridotti che riguardano precari, interinali e saltuari. Adesso invece parliamo di tantissimi impiegati sopra i quarant’anni che restano fuori e non solo di giovani». Per Castellucci la crisi colpisce principalmente le piccole aziende che non ce la fanno più, «ma bisogna fare in fretta con le azioni di sostegno e di rilancio, perché il fattore tempo è una variabile fondamentale. Vanno anche definite azioni per favorire lo sviluppo, perché abbiamo segnali che qualche imprenditore voglia investire sul nostro territorio». L’orizzonte non è roseo nemmeno per Luca Piersante, responsabile della Uil, che evidenzia come stiano riemergendo tutte le problematiche connesse alla crisi: «Il 2012 all’inizio è partito in sordina, abbiamo vissuto una situazione di stallo, causata dall’attesa per i provvedimenti del governo Monti, che adesso si è trasformata in una di negatività piena, con il ritorno a tutta una serie di criticità. La situazione potrebbe peggiorare, dato che in queste ultime settimane le aziende stanno subendo molto più danni di quello che si potesse immaginare». Proprio due giorni ha dichiarato lo stato di crisi anche la Sirti, che a Pescara impiega quaranta lavoratori, oltre ai quasi ottanta occupati nell’indotto, ora a rischio.
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