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Pescara, 05/04/2026
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Data: 18/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
L’opposizione: «La giunta si dimetta» Picciano, la richiesta dopo il sequestro dello scuolabus

PICCIANO. A Picciano, dopo le ultime vicende sullo scuolabus sequestrato e la lunga querelle sulla centrale termoelettrica, che ha visto contrapporsi numerosi cittadini e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vincenzo Catani, l’opposizione rompe gli argini e chiede le dimissioni dell’intera giunta.
Il sequestro da parte dei carabinieri di Collecorvino del bussino, a distanza di quattro mesi da quello dello stesso mezzo effettuato dalla Polstrada di Penne, si è aggiunto alle altre frizioni tra maggioranza e opposizione.
«L’incolumità dei cittadini», affermano Ermete Triozzi, Massimo Longaretti e Daniele Perilli, «va garantita in primis con misure di prevenzione tese ad escludere o limitare il verificarsi di spiacevoli eventi. In più occasioni, con le nostre interrogazioni, abbiamo ribadito l’importanza di ricorrere a gare d’appalto per la scelta delle imprese e dei fornitori di servizi perché esse sono una maggiore garanzia per i cittadini. Oggi invece il Comune di Picciano ha privilegiato le trattative dirette. Non ci si deve meravigliare se accadono ripetutamente gravi episodi e se una nota trasmissione di Radio 2, ha inserito il caso dello scuolabus di Picciano nella classifica delle peggiori vergogne nazionali con evidente danno di immagine per il paese. E se poi alcuni genitori, preoccupati per la sicurezza dei propri figli, pensano di iscriverli in altre istituti metteno a rischio la sopravvivenza della nostra scuola elementare già in difficoltà per mancanza di alunni. Alla luce di ciò ci chiediamo per senso di responsabilità, se non sia il caso che sindaco e giunta rassegnino le dimissioni».
Longaretti, inoltre, puntualizza che i lavori sulla viabilità promossi dalla Provincia, che prenderanno il via a breve, sono il risultato di un’azione nata durante la precedente amministrazione comunale, quando lui era assessore, grazie all’intervento diretto del presidente Guerino Testa che, nel corso del 2009 e del 2010, ha sbloccato i fondi per il ponte di Baricelle e per la frana all’ingresso del paese e non per merito dell’attuale esecutivo guidato da Catani.

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