Quarantesei euro e 20 centesimi: niente male come biglietto di un bus della Gtm. La disavventura è capitata ieri pomeriggio a tre persone, una delle quali ha raccontato: «Mi dirigo verso piazza Duca per prendere un mezzo per Francavilla. Non una edicola né un tabacchino aperto per acquistare il biglietto. Non mi preoccupo: pur non essendo di Pescara, ho imparato che sul mezzo vendono i tagliandi. Salgo, domando all’autista e mi risponde che li ha terminati, mentre sbircio le due edicole vicino alle fermate successive per vedere se sono aperte, intanto un altro signore chiede la stessa cosa al conducente e riceve la medesima risposta. In quel momento salgono due controllori: io, il secondo signore e una signora spieghiamo, soldi alla mano, che non ci è stato possibile acquistare il biglietto a bordo in quanto erano terminati. I funzionari rispondono che i biglietti a bordo non si vendono più e ci fanno la multa! Peccato che sul vetro c’era un adesivo in cui si ricorda che i titoli di viaggio sono acquistabili dall’autista». La storia finisce con una multa da 45,10 euro più (ovviamente!) il costo del biglietto di 1,10.