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Pescara, 05/04/2026
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Data: 19/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Bus più cari, i pendolari accusano. La protesta: «Noi paghiamo e i servizi restano gli stessi, cioè pessimi»

Tariffe aumentate del 10 per cento, i teramani non ci stanno: «Questi continui rincari sono ingiustificabili»

TERAMO. Aumenta di circa il 10% il costo di biglietti ed abbonamenti dei bus del servizio di trasporto urbano ed extraurbano ed è subito polemica tra gli utenti, stanchi dei continui rincari. La Regione ha deciso di apportare modifiche alle tariffe mediante una delibera di giunta e in considerazione di svariati fattori. Quindi, già a partire da qualche giorno, prendere un autobus comporta una spesa maggiore. Ascoltando chi utilizza assiduamente i mezzi pubblici (e non solo, visto che i rincari riguardano anche i bus privati), si registra notevole insofferenza.
«Generalmente prendo il biglietto giornaliero. Questo rincaro credo sia un bel problema perché si aggiunge a molti altri che ci hanno bastonato nell’ultimo periodo. Prima pagavo il biglietto per tutto il giorno 2,50 euro, ora costerà sicuramente qualche centesimo in più. Purtroppo ai nuovi rincari non corrisponde un aumento dei servizi. Sinceramente sono un po’ delusa perché noi paghiamo di più ma i bus sono sempre vecchi e passano con poca frequenza, soprattutto in certe zone», dice Tiziana Tini.
«Io credo sia assolutamente scandaloso, perché dovrebbero aumentare almeno le tratte. Sarebbe necessario che Teramo si adeguasse agli standard del nord Italia, in cui i mezzi pubblici sono frequenti anche la sera. Poi questa è una città di universitari che si muovono prevalentemente con i bus ed alcune zone sono battute pochissimo, restando così quasi isolate», sottolinea Alessandra Di Serafino.
«Non prendo l’autobus molto spesso, ho appreso solo ora dell’aumento del costo dei biglietti. Sono sconvolta, anche perché noi paghiamo di più ma a fronte di cosa, visto che resta tutto uguale?», sostiene indispettita Nerina D’Angelo. Della stessa opinione è anche Lucantonio Di Felice. «Ritengo che questi aumenti siano ingiustificabili. Di questo passo non potremo più uscire di casa. Mi chiedo come pensionati e disoccupati possano andare avanti con tutti questi rincari. Spero solo che si preveda qualcosa per chi riesce ad arrivare a stento a fine mese. Per fortuna ho ancora l’abbonamento, che ho pagato 20 euro, ma non so quanto mi costerà il prossimo mese».
«Vorrei capire a cosa è legato questo aumento, che penso sia irrazionale. In fondo i servizi che riceviamo in cambio sono pessimi, basta guardare gli anziani che sono costretti ad aspettare l’autobus in mezzo alla strada, spesso al freddo e sotto la pioggia. Gli aumenti potrebbero anche andare bene a tutti, ma a fronte di un miglioramento dei servizi pubblici. In questo caso di più corse, bus nuovi o più puliti. Penso sia conveniente utilizzarli ma a questo punto inizio a farmi due conti», evidenzia Tiziana Profico.
Giudizio negativo anche da parte di chi proviene da un altro Stato, ma vive e lavora in città da tempo. «Non va bene. Sta diventando tutto troppo caro, praticamente si lavora per pagare le tasse e tutti i rincari che arrivano dall’oggi al domani. Io faccio la commessa in centro, ora mi costerà di più tornare a casa e poi ritornare a lavoro, per ben quattro volte al giorno. Chiederei a chi di competenza di creare delle tariffe idonee per studenti e lavoratori, come succede a Roma, e soprattutto reinserire l’abbonamento settimanale», dice Sabrina Akkari, tunisina.

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