Per i pm furono la Mauro e Stiffoni ad acquistare i diamanti
MILANO Dopo gli spericolati investimenti in Tanzania, i bilanci truccati, i lingotti e i diamanti, nel fascicolo Lega spunta lo spionaggio. Ovvero un dossier su Roberto Maroni ordinato dall’ex tesoriere Francesco Belsito, che lo scorso gennaio ha dato incarico ad alcuni investigatori privati di raccogliere informazioni sulle barche del ministro. Umberto Bossi lo sapeva? «Gli ho detto che mi sentivo accerchiato e che stavo cercando di capire alcune cose su Maroni - afferma Belsito - Se mi ha scoraggiato? In realtà non mi ha detto niente».
La cartella degli 007 ingaggiati dal leghista contiene visure camerali e appunti, e si concentra su tre natanti riconducibili a Maroni che secondo i suoi avversari politici sarebbero oggetto di affari poco chiari. Il catamarano - secondo il settimanale Panorama - sarebbe intestato a una società di un presunto prestanome mentre uno dei due motoscafi pare sia ancorato a Portorose, in Slovenia. L’attività spionistica di Belsito non si sarebbe fermata a Maroni e avrebbe coinvolto anche i deputati leghisti Pini, Fava e Rainieri. A ingarbugliare la storia il fatto che, allo stato, nessun dossier è presente tra le carte esaminate dagli investigatori: nei faldoni ci sono riferimenti a pagamenti verso società di investigazioni, ma potrebbero riguardare attività di bonifica ambientale e quindi perfettamente legali. Più concreti i riscontri sulla vicenda dei diamanti. A gennaio Rosy Mauro e Piergiorgio Stiffoni hanno aperto due conti personali presso la filiale romana della Banca popolare di Novara, a febbraio hanno comprato pietre per un controvalore, rispettivamente, di 100 e 200 mila euro, a marzo sono entrati in possesso dei preziosi. La procura di Milano ha acquisito i fogli di ordine e di consegna firmati dai due senatori e sono in corso accertamenti per capire da dove arrivassero i fondi necessari a tali investimenti.
Rosy Mauro si indigna: «Con i miei risparmi ho comprato tante cose. Tutto, anche le case. Quel che ho me lo sono guadagnato». Quanto alla documentazione bancaria che la inchioderebbe, ribatte: «Mai firmato documenti di acquisto di diamanti. I miei 730 sono puliti, i conti correnti pubblici e li possono vedere tutti. Io, dall’87 a oggi, ho messo tanti soldi nel movimento e nel sindacato». E a rivendicare trasparenza è anche Belsito: «Non mi sono mai appropriato dell’oro e dei diamanti della Lega, li custodivo in qualità di tesoriere. Lo prova il fatto che non appena cessato l’incarico mi sono immediatamente attivato per il trasferimento dei beni al mio successore».