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Pescara, 05/04/2026
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Data: 19/04/2012
Testata giornalistica: Giornale di Sicilia
La crisi del tpl - L'associazione delle imprese di categoria: ridurremo corse e personale

I fondi destinati a finanziare le aziende del trasporto pubblico locale scendono da 222 a 201 milioni. La prima norma della Finanziaria a ricevere il sì, contestatissimo, dell'Ars, è quella che - per dirla con le parole di Confindustria - porterà ad almeno 600 licenziamenti nel settore privato, 1.400 nel pubblico e a una riduzione dei collegamenti fra le varie città e i paesi dell'Isola. E la stessa sorte toccherà ai collegamenti con le isole minori che subiscono un taglio ai finanziamenti che dovrebbe essere almeno di 19 milioni. Cronaca di una delle norme più contestate degli ultimi anni. Il governo ha inserito nella Finanziaria il cosiddetto taglio del quinto d'obbligo. È una misura - ha spiegato l'assessore all'Economia, Gaetano Armao - che ricalca un provvedimento analogo introdotto a livello statale e che impone la riscrittura dei contratti di servizio con le aziende del trasporto pubblico e dei collegamenti marittimi. Il nuovo contratto deve prevedere uno sconto per la Regione pari al 20% all'anno da qui al 2014. Contro questa norma si è schierato un fronte trasversale dell'Ars che va da Roberto De Benedictis e Giovanni Barbagallo del Pd a Toto Cordaro del Pid. Il tentativo più concreto di cancellare questa norma è stato fatto da Grande Sud con Michele Cimino e Titti Bufardeci che hanno proposto di recuperare i soldi previsti dal taglio del quinto d'obbligo riducendo proporzionalmente tutti i capitoli di spesa della Regione. Per Cimino «tagliare del 20% i fondi alle imprese dei collegamenti marittimi significa rendere impossibile andare da Porto Empedocle a Lampedusa e Linosa anche nella stagione estiva». Cordaro ha ricordato che «sarà impossibile per gli studenti andare dal paese in cui risiedono alle scuole che frequentano». Ma Armao ha ribattuto che questa è una delle norme che costituiscono l'impalcatura della manovra. Senza questo taglio, il bilancio non va a posto. E così l'articolo è stato approvato. Il glio reale del 6%. Ma l'Anav, l'associazione delle imprese di categoria che aderisce a Confindustria, ha fatto conti diversi: essendo già maturato il secondo semestre, per quest'anno il taglio si ferma al 10% ma risale poi al 20% nel 2013 e 2014 quando il budget finale sarà di 177 milioni. Per Antonio Natale, direttore dell'Anav, il percorso ora è quasi obbligato: «A una tale riduzione di fondi corrisponderà una riduzione di km percorsi e quindi di collegamenti. Ciò comporterà una diminuzione del personale. Valuteremo nei prossimi giorni quali percorsi ridurre e quindi da quale categoria iniziare anche i licenziamenti». La priorità dovrebbe andare ai contratti part-time e interinali per proseguire con quelli a tempo determinato. Ma Natale anticipa anche che «una norma scritta così va a modificare d'imperio contratti ancora validi. Valuteremo nelle sedi opportune se giuridicamente è una operazione corretta». In ogni caso, l'accordo maturato nella notte fra i partiti aveva previsto che dai finanziamenti destinati al settore sarebbero stati accantonate proprio le stesse somme (inizialmente era previsto il doppio). Le aziende le avrebbero avute solo se la vendita degli immobili si fosse realizzata durante l'anno. Ma negli ultimi 8 anni questo non è mai avvenuto. Dunque, per effetto dell'una e dell'altra norma, il taglio è comunque definitivo.

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