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Pescara, 05/04/2026
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Data: 19/04/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Ars, la Finanziaria va avanti: sì agli aumenti per i regionali. Votati i primi articoli. Nuovo maxi-emendamento

SOLDI per i regionali che si vedranno rinnovati i contratti, ma per fare cassa in arrivo sacrifici per molti. Via libera, infatti, a una miriade di nuove tariffe che privati e imprese dell'Isola dovranno pagare per ottenere certificati ambientali. E, ancora, sì al raddoppio delle concessioni demaniali e al ticket d'ingresso in parchi e riserve, mentre nei prossimi mesi si vedranno invece ridotti i contratti tutte le aziende di trasporto marittimo e locale via bus. Con un cambio in corsa, comunque, vengono rimodulati i tagli e i congelamenti dei fondi, alleggerendo la scure sugli enti finanziati con la ex tabella H. Queste in sintesi le norme votate ieri dall'Assemblea regionale dopo una giornata febbrile di trattative tra governo, maggioranzae opposizione, che ha chiesto e ottenuto lo stralcio di alcune norme contestate, come quella che ridisegnava la gestione dei rifiuti in Sicilia e avviava la mobilità dei regionali: norme che saranno riscritte in un ennesimo maxiemendamento che oggi il governo dovrà consegnare a Sala d'Ercole. Lentamente e dopo quasi due settimane di stallo, la Finanziaria muove comunque i primi passi. Ai regionali, da giorni sul piede di guerra, arriva un bel contentino: potranno essere rinnovati i contratti ai dirigenti (fino a un massimo del 2,5 per cento) e del comparto (fino al 2 per cento), per una spesa complessiva di 25,9 milioni. Per i dirigenti in aula giace un secondo emendamento che garantisce loro altri aumenti: ma la norma ancora non è stata votata. Sul fronte personale votati invece emendamenti che salvano i super minimi ai dipendenti della Multiservizi, che rischiavano di perderli con l'applicazione per loro del contratto della Regione (guadagnerano di più dei regionali, in sintesi), e aumenti in arrivo anche per i 3.200 ex Pip di Palermo: per loro è stato previsto uno stanziamento aggiuntivo di 500 mila euro. Se i cordoni della borsa si sono aperti sul personale, per quanto riguarda le altre spese, come chiesto dal commissario dello Stato Carmelo Aronica, sono stati previsti accantonamenti negativi: cioè su una serie di capitoli si potrà spendere solo se le fantomatiche dismissioni immobiliari andranno in porto. Di fatto sono stati così congelati 192 milioni di euro, che in un primo momento gravavano in gran parte su Comuni ed ex tabella H, e che invece nel testo votato ieri sono stati redistribuiti. Nel dettaglio, sono a rischio 18,9 milioni per i collegamenti marittimi, 22 milioni per il trasporto pubblico locale, 75 milioni per i Comuni, 15 milioni per il fondo del precariato, 32 milioni su tutti i capitoli di bilancio e 12 milioni per enti e associazioni (che comunque subiranno tagli lineari del 10 per cento). I privati che hanno contratti in essere per trasporto marittimo e autolinee si potranno inoltre vedere ridotti gli importi del 10 per cento nel 2012 e del 20 per cento nel 2013: l'aula ha approvato infatti una norma già prevista nel decreto "Salva Italia" di Monti che consente alla pubblica amministrazione di rivedere contratti di servizio già appaltati. Per fare cassa, oltre all'accantonamento negativo di 192 milioni previste nuove tariffe e l'aumento dei canoni concessori: a esempio cresceranno del 50 per cento i canoni demaniali, mentre per avere una Valutazione d'impatto ambientale si pagheranno dai 1.000 ai 6.000 euro. Via libera, ancora, all'istituzione di un ticket per parchi e riserve naturali, mentre gli enti che chiederanno rilevazioni all'Arpa dovranno pagare i costi delle analisi. Sempre sul fronte spese, previsti ulteriori tagli: nel dettaglio saranno ridotti del 10 per cento i capitoli per la manutenzione di vivai e boschi e del 5 per cento i capitoli per le spese delle soprintendenze dei Beni culturali, degli enti parco, dei teatri minori, per l'istituto dei ciechi "Florio e Salamone" e "Ardizzone" e per la manutenzione degli edifici scolastici. Ridotte solo del 2,5 per cento, invece, le convenzioni con Multiservizi e Biosphera. Tra le altre norme varate, anche il taglio del contributo alla Fondazione Frisone e la chiusura della Società patrimonio immobiliare le cui attività saranno trasferite al dipartimento Bilancio.

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