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Data: 19/04/2012
Testata giornalistica: Il Tempo
«Giuliani rassicurò il sindaco Cialente». L’ex prefetto Gabrielli al processo contro la Commissione «Grandi Rischi»

Il tecnico fu chiamato al telefono dopo la prima forte scossa del 5 aprile

L’AQUILA Il capo della Protezione civile ha testimoniato ieri al processo contro la Commissione Grandi Rischi, all’Aquila. Testimone della difesa, lui, che poche ore dopo il terremoto fu nominato Prefetto dell’Aquila. Mandato a gestire l’emergenza, insieme a Guido Bertolaso, a gestire i soccorsi. Non c’era quando la Commissione fece quella riunione, oggi sotto accusa, in cui gli aquilani lessero parole tese a tranquillizzare tutti. Non c’era, ma ieri Gabrielli ha difeso i sette esperti accusati di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni personali colpose. Lo ha fatto rivelando passaggi ad oggi sconosciuti, che in parte ribaltano quanto già sentito dire. A cominciare dalla figura di Giampaolo Giuliani, ex tecnico dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario distaccato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, divenuto noto per aver monitorato lo sciame sismico aquilano attraverso l’utilizzo di alcuni rilevatori di gas radon. «Dopo la scossa delle 23 del 5 aprile 2009, il Sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, telefonò al tecnico Giampaolo Giuliani chiedendogli un parere e so che lo stesso Giuliani lo rassicurò sul fatto che non ce ne sarebbero state altre. Un colloquio di cui sono a conoscenza perché me lo riferì lo stesso Sindaco Cialente all’epoca dei fatti». Dichiarazione shock, a risposta alla domanda dell’avvocato di parte civile, in controtendenza a quanto lo stesso Giuliani aveva dichiarato, sottolineando di aver consigliato centinaia di persone a lasciare le proprie abitazioni proprio in seguito alla prima forte scossa. Consigliava ad amici e parenti di fuggire e tranquillizzava il sindaco Cialente. Qualche conto sembra non tornare. E poco dopo Gabrielli ha girato il coltello nella piaga, mettendo in evidenza quali erano le responsabilità di Massimo Cialente, sindaco della città. «L’attività preventiva va posta in essere in primis dal sindaco, che è l’unica autorità di protezione civile». Ha detto Gabrielli rispondendo alle domande poste direttamente dal giudice Marco Billi. «Chi conosce il territorio - ha aggiunto l’ex prefetto - è il sindaco, io da Roma come posso sapere quali sono gli edifici che hanno criticità?». Per Gabrielli, nel 2009 «il dipartimento ha messo a disposizione una conoscenza scientifica», vale a dire quella della Grandi rischi, ma secondo Gabrielli «la si carica di significati ultronei rispetto ai flussi informativi dei centri di competenza. La commissione esamina dal punto di vista scientifico e fornisce una serie di pareri. Nel caso dell’Aquila doveva fornire un contributo se fosse possibile prevedere questa scossa, se il territorio aquilano presentava rischi sismici. Se qualcuno, invece, immaginava che quella commissione potesse dire la probabilità è aumentata del 50%, questo ce lo forniva l’Ingv». Franco Gabrielli è quindi tornato a parlare di Giampaolo Giuliani quando l’avvocato di alcune parti civili, Maria Teresa Di Rocco, gli ha chiesto: «Ha mai parlato con Giuliani?» «No - ha risposto il capo della Protezione civile - ma ho potuto verificare sue affermazione e gli esiti sulle sue affermazioni. Quello che a me capita è che anche verificare che l’orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno. Io sono testimone che all’esito della scossa delle 23 del 5 aprile il sindaco chiese a Giuliani un parere e so che lui lo rassicurò. Questo lo so perché mi riferì del colloquio intercorso con il tecnico. Il fatto stesso che si era arrivati ad una denuncia penale per procurato allarme è indicativo». Dito puntato quindi anche sui mezzi di informazione, su come riportano le notizie. «La Protezione civile può correggere il tiro dell’informazione data nel limite del possibile». La questione terremoto rimane aperta. E non solo all’Aquila e in Abruzzo. «In Italia la maggior parte dei comuni non dispone di un piano di protezione civile - ha detto ancora Franco Gabrielli - In sede di riforma del Dipartimento della protezione civile, in discussione, ho chiesto di sanare questo aspetto, dando al Dipartimento la possibilità di interagire, ma al momento non è possibile. La pianificazione spetta ai Comuni e alla Provincia mentre la regia spetta alle Regioni. I piani devono esistere, essere effettivi ed essere conosciuti». Dopo l’ultima scossa a Palermo e lo sciame che sta insistendo sul Pollino l’attenzione è alta. Prevenire è impossibile. «Dal momento del mio insediamento, nel novembre 2010 fino a oggi, in Italia sono state registrate 17.901 scosse - ha concluso Gabrielli - Di queste 29 sono state sciami sismici durati dai tre ai 17 mesi in un raggio d’azione che variava da uno a tre chilometri. Quattro sciami sono ancora in atto. Infine 13 sciami hanno avuto più di 100 scosse, sette si sono evoluti in 200 scosse e due in mille». Le dichiarazioni del capo Dipartimento della protezione civile Franco Gabrielli, chiamato come teste della difesa nell’ambito del processo contro i sette membri della Commissione grandi rischi: Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva e Mauro Dolce ha segnato un punto a loro favore. Adesso a chiarire le loro posizioni dovranno essere il sindaco Cialente e Giampaolo Giuliani. Il loro colloquio non collima con quanto raccontato alla città.

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