ROMA. Silvio Berlusconi annulla l’incontro previsto per oggi con Mario Monti e Mediaset e tutto il Pdl vanno all’attacco di Corrado Passera sulle frequenze tv. E’ Giuliano Ferrara a dare la notizia del forfait del Cavaliere. L’ex premier, irritato con il governo e con i suoi, in primis con Paolo Romani, che ha gridato pubblicamente contro lo schiaffo subito dal proprietario di Mediaset, ha deciso di annullare l’appuntamento nel timore che si potesse pensare che la visita avrebbe avuto come tema la questione delle frequenze tv. Fonti pidielline assicurano che al pranzo tra Berlusconi e il Professore non si sarebbe discusso solo di frequenze ma anche di giustizia e fisco. Angelino Alfano avrebbe messo in guardia Monti contro l’ipotesi di nuove tasse e l’aumento dell’Iva. Tra ABC c’è poi la questione della patrimoniale, caldeggiata da Bersani e non sgradita a Casini. Berlusconi invece ha ribadito ad Alfano il no totale su una tassa per i ricchi. «E’ tornato il partito della patrimoniale», avrebbe detto ad Alfano che ieri ha pranzato a palazzo Grazioli. «Non si possono mettere più tasse e basta, non si sostiene così la crescita», ripete Alfano. E nel Pdl monta la rabbia contro il protagonismo dei tecnici. Molti parlamentari e non solo tra gli ex di An manifestano il proprio dissenso sull’operato del governo e c’è pensa che in fondo il ricorso alle elezioni anticipate sia la soluzione migliore per uscire dalla palude di una maggioranza che gli elettori Pdl non capiscono.
Il giorno dopo il vertice fiume di Monti con i tre segretari della strana maggioranza il Professore smentisce che il dossier frequenze sia stato il tema dell’incontro e nega problemi con il Pdl ma difende la posizione di Passera. «Il governo ha preso una decisione che appoggio e difendo», dice. Ma Mediaset non ci sta e va all’attacco ricordando di aver presentato un ricorso al Tar contro la decisione del ministro dllo Sviluppo di sospendere «il beaty contest», ovvero il regalo fatto dal governo Berlusconi a Rai e Mediaset di nuove frequenze gratuite per il digitale.
«Il punto è politico e di fatto Gentiloni è tornato ministro perchè da sempre questa erano le sue tesi: quando è stato ministro voleva addirittura annientarci», avverte Fedele Confalonieri. Il presidente del Biscione dice che l’azienda non ha ancora deciso se parteciperà alla nuova asta. Lo deciderà solo dopo che Agcom avrà stabilito la disciplina dell’asta. Ma davanti agli azionisti ha denunciato la troppa demagogia sull’argomento. «Mi disturba molto anche la parola gratis che deriva da una campagna ossessiva, maniacale e disonesta che vuole far passare un nostro diritto acquisito da decenni per gratuità: ogni giorno si fanno i gargarismi con la parola crescita ma se si escludono le due più importanti aziende del Paese che investono nel settore che crescita si può fare?» si chiede Confalonieri con un linguaggio davvero inconsueto per lui. Infine l’affondo su Passera: «Di lui ho un’eccellente opinione ma a volte anche i preti sbagliano a fare le messa e questa volta ha sbagliato». Senza Rai e Mediaset l’asta sarà al ribasso, aggiunge Pier Silvio Berlusconi. «Come si fa ad escludere le due aziende che hanno più interesse a partecipare e a fare rilanci?», chiede il secondogenito del Cavaliere. E Berlusconi junior e Confalonieri confermano la perdita del 10% di pubblicità del colosso televisivo ma negano che la crisi economica dell’azienda.