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Pescara, 05/04/2026
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Data: 19/04/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sanitopoli in Abruzzo - Angelini: «Così mi minacciavano» scontro con la difesa di Del Turco

Alta tensione anche tra Caiazza e il pool della Procura

PESCARA - «Il livello di tortura è stato tale che, scorticandomi vivo sul piano psicologico, sono riuscito a ricordare tutto il male che mi ha fatto Del Turco». L'imputato-testimone Vincenzo Angelini riprende così la sua deposizione nell'udienza dedicata interamente a lui nel processo sullo scandalo della sanità che portò all'arresto dell'ex governatore Ottaviano Del Turco in relazione ad un presunto maxi-giro di tangenti (15 milioni di euro) pagate da Angelini per avere una corsia preferenziale per le sue strutture private. L'udienza di ieri è ripresa con il controesame del difensore di Del Turco, l'avvocato Caiazza, in un'atmosfera ad alta tensione anche per le esternazioni dei giorni scorsi di Caiazza, che aveva inviato una lettera al presidente del collegio giudicante Carmelo De Santis contro il comportamento in aula di Angelini, e di conseguenza nei confronti dello stesso De Santis.
Due gli argomenti maggiormente trattati: i famosi telepass posti a giustificazione delle tangenti consegnate da Angelini a Del Turco nella casa di quest'ultimo a Collelongo; le presunte minacce che l'ex governatore e i suoi fedelissimi avrebbero rivolto all'imprenditore per costringerlo a pagare. Ma nonostante le raccomandazioni iniziali del presidente De Santis, gli scontri in aula tra Angelini e la difesa sono stati tanti. Anche il pool della Procura (Trifuoggi, Bellelli, Di Florio), quando Caiazza ha detto che la Procura stessa aveva depositato «carte di comodo» nell'incidente probatorio, è esploso: «Non si permetta di dire certe cose. Noi abbiamo depositato tutto, è lei che all'epoca non c'era. Si rilegga le carte» ha detto infuriato Di Florio. Altro scontro violento nel pomeriggio quando, rispondendo alle domande della difesa del parlamentare Sabatino Aracu, Angelini ha detto: «Questi avvocati hanno visto troppi processi alla Perry Mason», facendo scattare l'avvocato Caiazza che ha reagito chiedendo più rispetto per il collegio difensivo e per la toga che tutti indossano. Ma la bomba è esplosa alla risposta di Angelini: «Proprio lei parla, che ha infangato la toga». A questo punto l'aula si è accesa. Caiazza ha annunciato querela ad Angelini e De Santis ha redarguito il teste invitandolo alle scuse. «Non accetto nessuna scusa -ha detto Caiazza- neppure se si mette in ginocchio: verrà querelato». Poi il mea culpa di Angelini, che chiede scusa al tribunale e a Caiazza.
L'intento della difesa di Del Turco, peraltro non riuscito (tanto che De Santis ad un certo punto, rivolto a Caiazza, ha detto «l'avvocato non si sta raccapezzando»), era di far cadere in contraddizione Angelini sul numero delle dazioni e dei viaggi a Collelogno: «Avendo pianto lacrime di sangue ed essendo andato a pietire la mia salvezza a Del Turco -ha detto Angelini- non avevo altro interesse per andare a Collelongo». E sulle minacce: «Mi dicevano: ho parlato con Trifuoggi che ce l'ha con te, ho parlato con Amicarelli...Certo non hanno citato il numero dei fascicoli, mi hanno detto che stavano indagando su di me. Cesarone, poi, mi ha minacciato in tutti gli ambiti, non solo per le ispezioni. Mi dicevano che volevano proteggermi da altri che avrebbero potuto farmi del male, ma poi nei fatti non si proteggeva nessuno e quando prendevano provvedimenti contro mi dicevano: contentati che ti abbiamo tagliato le gambe e non ucciso. E mi chiedevano i soldi».
E' tornata in ballo anche la dazione da 200 mila euro: Angelini fotografò la consegna dei soldi e, uscendo da casa Del Turco, la busta che quest'ultimo gli aveva dato con le mele per non far insospettire l'autista dell'imprenditore. E qui è intervenuto Del Turco: «Parliamo di una scena che è sotto gli occhi di tutti (nel senso che le foto sono state proiettate in aula nella prima udienza; ndr). Nella busta c'erano anche castagne e noci e io non avrei avuto il tempo di riempirla in trenta secondi, quindi la busta l'ha preparata qualcun altro», lasciando intendere una messa in scena di Angelini.

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