Lanciotti (Cna): troppe industrie e società edili sono ferme, così crolla il volume di lavoro
TERAMO. Piccole imprese di trasporti in agonia. Le questioni aperte a livello nazionale che affliggono il settore si sommano a quelle prettamente locali, creando un cocktail letale per molti camionisti teramani. ‹‹Ormai non lavoro più, sono quasi sempre fermo. Non so come arrivare a fine mese››, afferma un camionista che fino a qualche tempo fa trasportava materiale per un’impresa edile.
La Cna conferma che fra le 1.150 imprese di trasporti e spedizioni teramane, le più piccole sono in gravi difficoltà. ‹‹Ci sono due ordini di problemi››, esordisce il direttore della Cna provinciale, Gloriano Lanciotti, ‹‹c’è una situazione nazionale di grande crisi causata innanzitutto dalla concorrenza sleale di aziende straniere che operano in Italia e da chi opera in maniera irregolare. A questo si somma l’aumento del prezzo carburante da un anno a questa parte e l’ultimo del 5% dell’accisa per la Protezione civile è la “ciliegina”. Senza contare altri fattori, come la vertenza aperta ma bloccata ad esempio sull’ecobonus, lo sconto sull’Inail e sul pedaggio autostradale. Poi ci sono fattori più locali. Le nostre industrie sono in crisi, riducono la produzione e questo si riverbera su chi per loro fa il trasporto››.
‹‹Il problema principale del piccolo autotrasportatore››, aggiunge il segretario regionale della Fita Cna Renato Giancaterino, ‹‹è che a fronte di fatturati rimasti come in passato o in calo, si è visto i costi aumentare a vista d’occhio. Il problema drammatico è non solo che si è ridotto il lavoro, ma quello delle tariffe, che strozzano soprattutto i più piccoli. Il grosso autotrasportatore fa spesso da filtro: prende il viaggio dal committente e lo rivende al piccolo››. ‹‹Queste difficoltà interessano una parte non indifferente di forza lavoro: se ragioniamo sulla media di occupati delle piccole e medie imprese del settore, che è di 3,7, significa che stiamo parlando di più di tremila persone››, osserva il direttore.
Lanciotti fa notare che l’autotrasportatore sconta anche i tempi di pagamento lunghi della pubblica amministrazione, se lavora con imprese che partecipano ad appalti: i ritardi di pagamento vengono trasferiti sui piccoli fornitori. E l’accesso al credito è difficile, non migliorato dal fatto che ‹‹l’Antitrust ha osservato la legge regionale sui Confidi, bloccando 15 milioni. Finora ci siamo sostituiti noi, mettendo mano ai fondi di garanzie dei Confidi, per garantire i prestiti, ma ora la situazione è seria. Non c’è stata lungimiranza dell’assessore regionale Castiglione: molti avevano detto che l’avrebbero impugnata, si dovevano rivedere i parametri per evitare i ricorsi››, osserva Lanciotti.