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Pescara, 05/04/2026
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Data: 24/04/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Sprecopoli - Dieci milioni per la stazione Ma la ferrovia è chiusa da anni. Il sindaco Murolo convinto di ripristinare il collegamento con Napoli

I lavori sono in corso e dovrebbero concludersi in 18 mesi

CASTEL DI SANGRO Rilanciare la stazione sangrina equivale pensare ad un progetto strategico per incrementare il turismo montano e per ridare uno slancio socio-economico ai territori del Centro Abruzzo. Questo auspica il sindaco di Castel di Sangro, Umberto Murolo, che spera di vedere completati i lavori al massimo entro un anno e mezzo. Un progetto che risale a circa dieci anni fa, che prevedeva un finanziamento direttamente dal ministero di dieci milioni di euro: l’unificazione tra Lanciano e Castel di Sangro e chiaramente allora prevedeva il collegamento anche con la Sulmona-Carpinone che, però, dal dicembre dello scorso anno non esiste più. A tanti quest’investimento è sembrato un’assurdità, visto che la linea è chiusa da otto anni. Ma per il primo cittadino del centro montano non è così, anzi! «È vero che la linea è chiusa, ma si sta lavorando per ripristinarla e per permettere maggiori collegamenti - spiega Murolo - Questa tratta ferroviaria ha bisogno del mare per vivere ed è per questo che dieci anni fa si pensò ad un progetto che potesse collegare Ortona e Lanciano a Napoli. La linea ferroviaria dovrebbe trasportare turisti, ma anche merci e durante l’inverno potrebbe diventare un vero e proprio treno della neve. Allora non si poteva pensare che la linea Sulmona-Carpinone sarebbe stata soppressa, ma noi oggi ci batteremo per riaverla anche attraverso questo progetto e speriamo che l’aiuto ci arrivi anche dalla Sangritana». Il finanziamento della stazione di Castel di Sangro, però, pare non piacere alla Federconsumatori Abruzzi che non dice «bloccate i lavori», ma sottolinea come «le attività nel Bel Paese non siano mai in sintonia». La federazione dei consumatori abruzzesi, in una nota spiega: «Per molto tempo Pescara è stata collegata a Napoli con due coppie di treni, uno che partiva la mattina da Pescara, e un altro nel pomeriggio da Napoli. Il servizio era discretamente utilizzato dai cittadini, anche perché il tempo del collegamento era intorno alle 5 ore. Ma poi, per sostenere il servizio su gomma si è pensato prima di interrompere il collegamento a Sulmona, obbligando i viaggiatori a scendere da un treno e salire su un altro. E siccome i viaggiatori resistevano nonostante tutto ad utilizzare "le napoletane”, è stato deciso di infliggere il colpo di grazia al servizio: dilatare i tempi del collegamento: portandoli dalle 5 ore di un tempo, a quasi 6 ore, nonostante sulla linea non ci fossero in circolazione treni che potessero causare ritardi per gli incroci. A quel punto i viaggiatori che si sottoponevano alle problematiche generate da una interruzione a Sulmona, hanno deciso di arrendersi». E subito dopo la cancellazione del servizio Pescara-Napoli e poi la chiusura della linea Sulmona-Carpinone. «Oggi - dice Federconsumatori - non siamo in grado di dire se le scellerate scelte contro il servizio ferroviario Pescara-Napoli siano conseguenza di decisioni politiche. Certo è che su questa linea è stato sperimentato un modello operativo che può funzionare anche per altre linee e noi non capiamo per quale motivo è stato soppresso»

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