Così i Comunisti Italiani chiedono al presidente della Regione «se intenda adottare iniziative nei confronti della Sevel». E aggiunge il consigliere regionale Antonio Saia: «Questo caso e l'altro dell'esclusione della lista Fiom dalle elezioni per il rinnovo della Rsa sono gravi episodi che, si inseriscono in un clima di tensione da parte di un'azienda che sta imponendo ritmi di lavoro usuranti». «Non riusciamo a capire - commenta il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Marco Di Rocco - perchè Sevel non reintegra i primi due interinali riammessi al lavoro dal Giudice di Lanciano: finora hanno avuto solo parziale risarcimento danni pari a sei mensilità arretrate. Per il resto né lavoro né stipendi e per questo stanno per inoltrare alla Sevel ingiunzione di pagamento sugli stipendi a decorrere da gennaio, quando fu decisa la nuova assunzione dal Giudice del Lavoro». E va ricordato che al Tribunale di Lanciano è pendente anche il ricorso della Fiom contro l'esclusione dalla Rsa.
Intanto, La Cgil di Chieti, contro l'exploit della cassa integrazione ordinaria (+66,64%) e straordinaria (+33,06%) nelle aziende del territorio, ha proclama tre scioperi di zona, con quattro ore di astensione dal lavoro nelle ultime quattro ore di ogni turno e manifestazioni davanti alla Sevel di Val di Sangro, alla Prefettura di Chieti e alla Denso di San Salvo. Cominciano oggi i lavoratori del Lancianese e del Sangro-Aventino, che terranno pure una manifestazione, dalle 12 alle 14, davanti ai cancelli della Sevel. Poi, il 26 aprile, lo sciopero riguarderà il Chietino-Ortonese, con manifestazione davanti alla Prefettura dalle 11 alle 13. Il 4 maggio sarà la volta dei lavoratori del Vastese e del Trigno-Sinello, che manifesteranno dalle 10.30 alle 12.30 davanti ai cancelli della Denso di San Salvo.