Le aziende interessate sono in particolare la Finmek Solutions e la Compel in crisi da tempo
L’AQUILA. Il governo sta pensando ad un decreto per risolvere la vertenza degli esodati, gli ex dipendenti di aziende in crisi o fallite, che a causa della riforma previdenziale vedono sfumare l’aggancio con la pensione. Ma intanto i 180 lavoratori aquilani coinvolti, tutti del settore metalmeccanico, invitano all’Aquila il ministro Elsa Fornero. E chiedono garanzie per il rilancio del polo elettronico.
I lavoratori aquilani e i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm hanno scritto ieri una lettera al ministro Fornero, impegnata in questi giorni a risolvere a livello nazionale la questione delle maestranze esodate, che sarebbero 65mila secondo il governo, almeno il triplo secondo i sindacati. All’Aquila si tratta di 180 cassintegrati, per la maggior parte provenienti dalla Finmek e dalla Compel, che rischiano di rimanere anche diversi anni senza pensione e senza alcun reddito.
«Nel solo settore metalmeccanico», scrivono Fim, Fiom e Uilm, «abbiamo 180 persone in questa situazione. Ma a questa drammatica cifra si aggiungono anche una cinquantina di lavoratori fuori dal mercato, ma che non hanno raggiunto la soglia dei 40 anni di contributi, la cui età anagrafica mediamente è di 42 anni. Le aziende di cui parliamo sono Finmek Solutions e Compel. La Finmek Solutions è in cassa integrazione dal 2003 e in seguito agli accordi sottoscritti lo stesso anno, presso la presidenza del consiglio dei ministri, l’azienda si era impegnata a reimpiegare 550 lavoratori. Per quanto riguarda il gruppo Compel», continuano i sindacati di categoria, «la sua holding Cn-System, è stata liquidata nell’ottobre 2011, lasciando in bilico 19 lavoratori. Per una parte di questi era previsto l’aggancio alla pensione, i rimanenti hanno un’età media di 40 anni e la necessità di rientrare, a pieno titolo, nel ciclo produttivo».
Da qui l’invito, rivolto al ministro Fornero, a partecipare a una prossima assemblea degli esodati aquilani.
E poi la richiesta di attenzione per il sito industriale del polo elettronico, l’ex Italtel, che solo qualche giorno fa è stato acquistato dal Comune dell’Aquila: un’area di circa 55mila quadrati, che attende di essere utilizzata.
«Nonostante tutti gli sforzi e le battaglie fatte dalle maestranze e dai sindacati per portare sul nostro territorio nuovi posti di lavoro», aggiungono Fim, Fiom e Uilm, «a oggi nessuna azienda si è fatta avanti per affittare o rilevare lo stabilimento. Opportunità, questa che avrebbe dato la possibilità ad oltre 500 lavoratori, e agli esodati, di tornare al lavoro. A fronte di un quadro così drammatico, in un territorio gravemente colpito dal sisma, si chiede un intervento immediato del governo e un confronto in loco, per dare la possibilità a questi operai di avere un futuro. Attendiamo fiduciosi una risposta» concludono i sindacati nella lettera alla Fornero «per poter concordare la data di una sua imminente visita all’Aquila».