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Data: 25/04/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
La crisi del tpl - Trasporti in Campania siamo alla bancarotta

Centinaia di migliaia di ore di lavoro perdute, impegni che non possono essere rispettati, incertezza sui tempi già lunghissimi per svolgere attività lavorative, rischi per la sicurezza come hanno messo in luce con lo sciopero i sindacati della Circumvesuviana. Questo flagello si abbatte su centinaia di migliaia di cittadini, impiegati, operai, studenti, professionisti, artigiani e soprattutto tra quelli che appartengono alle classi meno agiate della popolazione. Il livello del trasporto pubblico a Napoli e in Campania è certamente il peggiore di tutte le maggiori regioni italiane. Anche a Napoli, nonostante la buona volontà dell'amministrazione comunale e in particolare dell'assessore ai trasporti Donati, il servizio offerto è scadentissimo e mette seriamente a rischio la coraggiosa politica delle aree a traffico limitato. La frequenza del servizio di trasporto pubblico sia a Napoli che nella provincia è fortemente ridotta e la mancanza di manutenzione comporta rischi e riduzione dei mezzi circolanti. Di fronte a simile disastro occorre individuare, e rendere edotta la pubblica opinione, chi ha avuto responsabilità politiche nella gestione dei trasporti in Campania e a Napoli. I primi addebiti vanno a Bassolino e al professor Cascetta già assessore regionale ai trasporti che per anni hanno assistito al degrado della Circumvesuviana, che dopo le Nord Milano è la più importante ferrovia secondaria in Italia, e della Cumana- Circumflegrea senza prendere tutte le decisioni capaci di impedire o almeno tamponare la crisi. Meraviglia al momento attuale anche la calma olimpica del governatore Caldoro che anziché prendere di petto la situazione in prima persona si affida burocraticamente al suo assessore. La situazione di crisi investe anche Napoli dove, a parte l'inefficienza dell'azienda urbana di trasporto, tratti della Circumvesuviana e della Cumana-Circumflegrea svolgono funzioni di vera e propria metropolitana, e la giunta Iervolino anche in questo campo ha aggravato tuttii problemi anziché risolverli senza pensare che non bastano i lavori pubblici e il richiamo ai benefici nel futuro per risolvere i guai del momento attuale. Esistono delle correnti di pensiero che di solito vengono collegate al massimalismo che, di fronte alle angustie del presente, si lanciano in visioni utopistiche e in disegni per l'avvenire, una specie di Regno del Millennio nel quale tutti i problemi appaiono risolti. A questo modo di pensare appartiene il professor Nuzzolo, allievo e collaboratore di Cascetta, che indica, in un articolo su queste pagine il 12 aprile, un lungo elenco di opere pubbliche a suo avviso necessarie, ma che richiederanno lunghi tempi di attuazione e più che improbabili finanziamenti, e cerca di accreditare la continuità tra l'opera della giunta Iervolino di cui era assessore, e quella attuale di de Magistris senza una parola sul disastro dei trasporti a Napoli che a chi legge l'articolo sembra una città della Svezia più che il centro delle contraddizioni e della crisi italiana. È un ragionamento che sembra più adatto a un libero professionista che a chi ha amministrato al livello del Comune e quindi ha fatto politica assumendosene le responsabilità.

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