Eppure, il rischio che il percorso originario della grande infrastruttura - in cui figura una stazione tra Ariano e Grottaminarda - venga modificato, incombe minaccioso sul futuro della provincia. Centocinquanta chilometri di binari e quindici stazioni per collegare, lungo l'asse Bari-Foggia- Napoli, le aeree interne a quelle costiere, dall'Adriatico al Tirreno. Una vera e propria trasversale, presente nei Grandi progetti di interesse europeo nell'ambito dell'corridoio di sviluppo VIII, con un percorso definito nel lontano luglio del 2006 a Roma in un apposito Protocollo d'intesa. A sottoscriverlo, sotto il governo Prodi, i presidenti di Campania e Puglia, Antonio Bassolino e Nichi Vendola. Un progetto strategico e ambizioso sul quale, nell'Irpinia della crisi senza soluzioni di continuità, si sono condensate, nel tempo, le speranze di forze sociali, imprenditoriali e politiche. Con la realizzazione della Stazione «Irpinia» e di una piattaforma logistica nella Valle dell'Ufita, l'Alta Capacità rappresenta la priorità infrastrutturale individuata dai sottoscrittori del Patto per lo sviluppo per rilanciare crescita e occupazione. Proprio in questi giorni, i tecnici di Provincia e Regione lavorano all'istruzione delle pratiche da sottoporre al governo, nell'ambito del Piano di Azione e Coesione del ministro Fabrizio Barca, per candidare le misure ai finanziamenti. Perdere questo treno, insomma, significherebbe perdere la partita dello sviluppo. Palazzo Santa Lucia ha già approvato i primi quattro lotti funzionali del progetto. Ma per l'Irpinia, a mandare tutto all'aria potrebbe essere la paventata modifica della tratta «Apice-Orsara di Puglia». Governo e Rete Ferroviaria Italiana hanno infatti chiesto alla Regione di approvare una variante strutturale che bypassa, tra gli altri, i territori compresi tra Ariano e Grottaminarda, eliminando gli attraversamenti esterni ai centri abitati con un raddoppiamento dei binari preesistenti. Sull'indicazione, la giunta Caldoro continua a temporeggiare. Se recepita, tuttavia, assesterebbe un colpo ferale alle prospettive di sviluppo della provincia di Avellino. Proprio per questo, il Pd ha già annunciato una «mobilitazione civile ed istituzionale». In mattinata, a partire dalle 11, in via Tagliamento, i democratici illustreranno le loro iniziative. Caterina Lengua, segretaria del Pd irpino, ne anticipa gli obiettivi: «Intendiamo lanciare un forte grido d'allarme per evitare che, nel silenzio, possa realizzarsi l'ennesimo scippo all'Irpinia». Le preoccupazioni del Pd trovano fondamento in oggettivi riscontri. «Il rischio che il percorso possa essere stravolto - continua Lengua - è concreto. La Regione ha già modificato il tracciato di tre dei quattro lotti approvati. Resta solo la quarta tratta, nella quale ci siamo anche noi. E ci risulta che governo e Trenitalia abbiano già spinto in questa direzione per conseguire un risparmio economico". Il suo appello, allora, è indirizzato anche ai firmatari del Patto per lo sviluppo: "Con la soppressione della stazione "Irpinia", la stessa Piattaforma logistica dell'Ufita non avrebbe più senso. Il Patto verrebbe svuotato di qualsiasi contenuto». La segretaria del Pd si spiega con un'interrogativo retorico: «Quale tipo di sviluppo potrebbe toccare alla Provincia se venisse lasciata fuori dai traffici internazionali e abbandonata al mero trasporto su gomma?».