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Data: 25/04/2012
Testata giornalistica: L'Arena di Verona
Appello ai consiglieri regionali per salvare le corse dei bus. La Provincia chiama a raccolta i rappresentanti di Pdl e Lega nord per fare pressing a Venezia

Studenti a bordo di un autobus di linea extraurbana dell´Atv, le più a rischio tagli Ultima chiamata della Provincia per salvare dai tagli le linee extraurbane. Il presidente Giovanni Miozzi e l´assessore ai Trasporti Gualtiero Mazzi hanno invitato per venerdì prossimo, ai Palazzi scaligeri, tutti i consiglieri regionali veronesi del Pdl e della Lega. Ovvero i soli rappresentanti della maggioranza. Deve aver, perciò, sortito effetto la dichiarata indisponibilità dei consiglieri regionali del Pd a sostenere la Provincia nell´ottenere più fondi: il Partito democratico ha infatti risposto picche all´invito preannuciato nell´ultima commissione sui Trasporti, sostendo, in pratica, che vi fosse il non troppo recondito obiettivo di mettere il Pd contro Venezia, anch´essa governata dallo stesso partito. L´assessore Mazzi però, al di là dell´invito formale del presidente Miozzi, ribadisce: «Vorrei invece che il Pd ci fosse: se Venezia è capace di fare lobby sui trasporti, perché non possiamo farlo anche noi?». Che il Pd ci sia o manchi all´appuntamento di venerdì, comunque la Provincia chiederà un sostegno. L´SOS DELLA PROVINCIA. «Chiederemo ai consiglieri», anticipa l´assessore Mazzi, «che si accelerino i tempi per riunire la commissione tecnica sui trasporti che deve decidere, cambiandoli, nuovi parametri di distribuzione delle risorse destinate alle province venete per il trasporto pubblico». In effetti, in un ordine del giorno approvato dal consiglio regionale, si parlava di riunire la commissione «entro 120 giorni». «Un tempo troppo lungo», ricorda ancora una volta Mazzi, «per organizzare i trasporti, le linee, il loro numero e gli eventuali tagli. Il programma fino a giugno 2013 si redige in questi giorni, non tra tre mesi. Chiederemo ai consiglieri si accelerino i tempi». Nella speranza che la commissione cambi realmente il metodo di calcolo nell´elargizione dei fondi il quale, da tempo, non si basa sugli effettivi bisogni dei territori. L´ORDINE DI MISURA DEI TAGLI. Se i metodi distributivi dei soldi disponibili - 253 milioni di euro complessivi - non cambieranno, Verona dovrà decurtare dai 4 ai 500 mila chilometri di percorrenza dei bus. Prima di tutto, entro poche settimane, come è stato preannunciato dalla stessa Provincia, saranno tagliate le corse non turistiche, salvaguardando i collegamenti con il lago di Garda. Il presidente Miozzi vorrebbe scongiurare - a seguito dell´incontro con i consiglieri regionali - anche questa eventualità: «Al momento sono state accolte», dice, «solo le richieste di Venezia che da sola assorbe buona parte dei finanziamenti veneti per il trasporto pubblico. Se la situazione dovesse rimanere immutata, l´Atv non sarà in grado di assicurare le corse nel periodo estivo. Per scongiurare ciò, c´è bisogno di un intervento massiccio sulle future decisioni della Regione». «La situazione è grave ma non ci arrendiamo. Se Verona riuscirà a far valere il proprio peso in consiglio regionale, si potrà sperare in una inversione di rotta. Siamo certi di non pretendere nulla di più di quanto dovuto», dicono all´unisono Miozzi e Mazzi. LA RICETTA DELL´ATV. Intanto i tecnici dell´Azienda veronese dei traporti presenteranno a breve alcune proposte alle amministrazioni, sia provinciale che comunali, per cercare di limitare il più possibile la soppressione di corse, anche nel periodo estivo, se possibile. «Sostanzialmente», preannuncia il direttore generale Stefano Zaninelli, «presenteremo alla Provincia piani di collaborazione con gli enti locali, chiedendo loro una partecipazione alle spese, in base al numero di abitanti. Se questo sarà accettato dalla Provincia, lo si saprà non prima di un mese. Per ora l´ordine dei tagli, per rientrare nelle spese, è del 10 per cento delle corse. Corse che si potrebbero salvare se i Comuni potessero contribuire o la stessa Provincia». Ma i tempi sono decisamente pessimi per chiedere alle amministrazioni locali di alleggerire bilanci già sofferenti.

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