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Pescara, 05/04/2026
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Data: 25/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Consumatori: sì alle aperture festive. Cgil, Cisl e Uil: le aperture festive sono inutili

Negozi, i sindacati ribadiscono gli scioperi indetti per oggi e il 1º maggio. Castiglione: liberalizzare gli orari non fa crescere il pil regionale

PESCARA. «Non è possibile pensare che il commercio sia utile 365 giorni all’anno. E’ necessario frenare questa corsa al libero consumo e il declino verso cui il Paese sta scivolando». I sindacati abruzzesi del commercio tornano a ribadire le ragioni che li hanno spinti a proclamare due giorni di sciopero per oggi, festa della Liberazione, e per il 1º Maggio, festa dei lavoratori. Favorevoli sono invece le associazioni dei consumatori.
«Ci stiamo battendo per affermare i diritti e i principi del patrimonio culturale del nostro Paese», hanno affermato nel corso di una conferenza stampa i segretari regionali della Filcam-Cgil e della Fisascat-Cisl, Luca Ondifero e Leonardo Piccinno, e il segretario provinciale pescarese della Fisascat-Cisl, Davide Frigelli.
«Se si decide che vi sono giornate che ricordano la nostra storia», hanno affermato i sindacalisti, «queste non possono essere celebrate solo con una scritta rossa sul calendario, ma anche attraverso una riflessione, con le imprese che dovrebbero restare chiuse. D’altronde, non siamo di fronte a società di pubblica utilità». Filcams-Cgil e Fisascat-Cisl - ad aver proclamato lo sciopero è stata anche la UilTucs-Uil - si sono soffermate poi sulla proposta di legge regionale sul commercio. «Abbiamo chiesto ed ottenuto», hanno sottolineato Ondifero, Piccinno e Frigelli, «che siano previste al massimo 26 aperture domenicali, altre quattro a discrezione dei singoli Comuni, dieci ulteriori domeniche previa consultazione dei sindacati e la chiusura obbligatoria per le festività laiche e religiose. Il problema, è che la grande distribuzione continuerà a operare nel rispetto della norma nazionale, che consente di aprire in qualsiasi giorno dell’anno».
Sulla questione prende posizione anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Alfredo Castiglione: «Vi sono festività che tutti hanno il diritto di celebrare, oltre a quelle religiose, che devono essere osservate con la partecipazione ad eventi e manifestazioni come il 25 aprile ed il 1º maggio e ciò», evidenzia Castiglione, «contrasta con l’apertura incontrollata dei negozi».
L’assessore si dice inoltre convinto che «le liberalizzazioni degli orari degli esercizi commerciali non portano vantaggio alcuno alla crescita del Pil o comunque maggiori entrate; non sono di certo la panacea di tutti i mali del commercio». Sottolineando che la Regione è legittimata a legiferare sulla materia, l’assessore allo Sviluppo economico annuncia un imminente provvedimento - favorevoli le associazioni di categoria e i sindacati, contraria la grande distribuzione - con cui «ci si propone di approvare in Consiglio regionale le misure idonee per calmierare le aperture domenicali e festive, nonché il congelamento delle aperture di nuovi iper commerciali». Soddisfazione per le parole di Castiglione è espressa dalla Confcommercio Abruzzo. «Finalmente otteniamo ascolto dopo così tanto tempo», afferma il direttore regionale, Celso Cioni, secondo cui «c’è ancora molta strada da fare nella direzione del necessario riequilibrio tra la grande distribuzione organizzata e le micro e piccole imprese». Per il presidente regionale dell’associazione dei consumatori Contribuenti Italiani, Donato Fioriti, «è necessario recuperare un briciolo di dignità umana, disertare le aperture degli iper e dare un segnale forte. Riteniamo che vadano rispettati i diritti dei lavoratori da una parte», aggiunge Fioriti, «e che, dall’altra, vadano tutelati i negozi di vicinato, i quali assolvono ad una importante funzione sociale, permettendo che le città siano vissute e che la criminalità venga meno».
Parole opposte arrivano dal segretario regionale della Federconsumatori, Tino Di Cicco, secondo cui «i negozi aperti ai consumatori fanno sempre comodo. La nostra idea di riferimento è che le attività commerciali siano aperte quanto più possibile, ma, allo stesso tempo», evidenzia Di Cicco, «siamo consapevoli del fatto che i dipendenti sono costretti a lavorare nei giorni di festa. Siamo di fronte ad un processo inarrestabile e molto più grande di noi», conclude il presidente di Federconsumatori, «ci si muove così dappertutto in Europa e la polemica degli ultimi giorni servirà a poco».

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