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Data: 25/04/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Arrivano i conti di base per pensionati e fasce deboli (I due tipi di conti base)

ROMA Un conto di base, anzi due, per risolvere il problema dei pensionati che presto non potranno più incassare in contanti il proprio assegno, ma più in generale per avvicinare gli italiani che ancora non ne fanno uso ai mezzi di pagamento elettronico. Dopo l’intensa e non sempre coordinata attività legislativa degli ultimi mesi, è ora operativa la Convenzione tra Tesoro, Banca d’Italia, banche e istituti di pagamento; a giugno i due nuovi strumenti dovrebbero essere realtà.
L’accordo nasce da quanto previsto dal decreto salva-Italia e dal successivo provvedimento in materia di liberalizzazioni che stabilivano rispettivamente la creazione di un modello di conto corrente o di pagamento di base e l’istituzione di uno specifico conto con caratteristiche gratuite destinato ai pensionati con un reddito non superiore a 1.500 euro l’anno.
Entrambe queste soluzioni sono state ora formalizzate: ieri le hanno presentate il viceministro dell’Economia Vittorio Grilli, il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni, il presidente dell’Abi Giuseppe Mussari e Maurizio Pimpinella, presidente dell’Associazione italiana istituti di pagamento (Aiip).
Le banche e Poste italiane, dal mese di giugno, offriranno il conto di tipo A, riservato a coloro che hanno un Isee (indicatore situazione economica equivalente) inferiore ai 7.500 euro e quello di tipo B, pensato invece per chi ha reddito da pensione fino a 1.500 euro mensili (lordi). Il primo prevede l’esenzione dal pagamento del bollo, che ammonta a 34 euro l’anno, e la gratuità di una serie di operazioni tra cui il prelievo bancomat (in modo illimitato presso lo stesso gruppo bancario, fino a 12 agli sportelli di altri istituti), tutte le operazioni di addebito, 36 bonifici ricevuti tra cui quelli per l’accredito di stipendio o pensione, 18 pagamenti con bonifico, 12 versamenti di contanti o assegni e l’uso illimitato della carta di debito.
Per il tipo B invece, sempre gratuito ma sottoposto all’applicazione del bollo, vengono offerte meno operazioni ma con caratteristiche diverse: non c’è nessun limite per i bonifici ricevuti, per il prelievo bancomat presso lo stessi gruppo bancario e l’uso della carta di debito.
L’accesso al conto di base di tipo A sarà possibile a tutti, anche a chi è già cliente di una banca, che potrà quindi passare con poche formalità dal precedente strumento a questo. L’offerta vale anche per chi supera il limite Isee: in questo caso gli istituti bancari si impegnano a chiedere un canone annuale omnicomprensivo «ragionevole».
Gli strumenti offerti possono rappresentare un interessante gradino di ingresso nel mondo dei servizi bancari per chi ne è fuori, e in questo senso li intendono gli istituti di credito, che puntano a conquistare nuovi clienti anche in prospettiva. Hanno comunque delle limitazioni: la principale è data dal fatto che si tratta di conti di pagamento, per i quali non è prevista la possibilità di andare in rosso. Questa formula offre però alcuni vantaggi: ad esempio è possibile aprire un conto del genere anche presso strutture diverse dalle banche come quelle della grande distribuzione o dei servizi (rappresentate dall’Aiip). Un altro elemento positivo è certamente la trasparenza visto che la dizione «conto di base» potrà essere usata solo per questi prodotti, che saranno quindi facilmente confrontabili.
La platea potenziale dei nuovi conti è vasta: come ha ricordato ieri Saccomanni, in Italia nel 2011 sono state effettuate 50 operazioni di pagamento elettronico pro capite contro una media di 168 nell’area euro. I pensionati che non dispongono di un conto corrente postale o bancario sono sulla carta 850 mila, anche se sembra che il numero si sia sensibilmente ridotto proprio nelle ultime settimane grazie allo sforzo di sensibilizzazione da parte dell’Inps.
Ieri un’altra novità in materia di conti correnti è arrivata ieri dal Senato. Al decreto che ripristinava le commissioni bancarie per lo scoperto (cancellate tra le proteste delle banche con il decreto liberalizzazioni) è stato aggiunto un emendamento con il quale la penalità è esclusa per i piccoli sconfinamenti occasionali delle famiglie (escluse quindi le imprese), con il limite temporale di sette giorni e quello quantitativo di 500 euro.

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