VERSO IL VOTO Il monito: «Non è un test politico pensiamo ai problemi della gente»
L’AQUILA. Arriva a piedi, nella sede dell’Archivio di Stato, dopo un veloce caffè in un bar del nucleo industriale di Bazzano. Saluta giornalisti e operatori televisivi che lo attendono al varco pronunciando una sorta di benedizione: «Pace e bene». Poi il leader dell’Unione di Centro Pier Ferdinando Casini si concede a favor di telecamere e microfoni. Accanto a lui il candidato sindaco della coalizione «L’Aquila Città Aperta» Giorgio De Matteis e il segretario provinciale dell’Udc Morena Pasqualone, sorridente dopo il complimento ricevuto dal suo presidente: «Ma che bella segretaria provinciale che abbiamo!». Le prime domande virano sul nazionale: la polemica tra il ministro Fornero e i lavoratori, gli apparentamenti dell’Udc, il nuovo soggetto politico. Ma la vera sorpresa arriva quando Casini, parlando dell’intesa raggiunta con De Matteis, afferma: «L’Aquila non è un banco di prova nazionale. Del resto negli accordi per le amministrative bisogna pensare ai problemi delle città. In ogni città ci sono problemi diversi. E poi i cittadini non possono essere trattati come cavie di esperimenti, sarebbe insultante». Una posizione che in pratica ribalta l’idea lanciata dai vertici regionali e locali della «Vela», al momento di aderire al progetto politico «L’Aquila città aperta». Questa risposta giustifica anche le inedite alleanze dell’Udc con Pd e Sel a Brindisi e con l’ampia coalizione di De Matteis all’Aquila. «Brindisi e L’Aquila non hanno gli stessi problemi», sottolinea Casini, «sono distanti centinaia di chilometri. Noi abbiamo deciso di appoggiare De Matteis parlando dell’Aquila e dei suoi problemi, che sono tanti, e sapendo che c’è un uomo di esperienza che ama la sua città e che si vuole mettere alla prova, con il consenso di tante liste». Piace a De Matteis, che la fa propria sul palco della sala Tre Marie dell’Archivio di Stato, in particolare un’affermazione pronunciata da Casini: «Non facciamo campagna elettorale contro qualcuno, non contro il sindaco uscente o gli altri candidati, ma la facciamo per qualcosa: per questa città, dove finora si è perso troppo tempo». Ai primi posti, in platea, ci sono tra gli altri il parlamentare Pierluigi Mantini, il componente del cda della Rai Rodolfo De Laurentiis, il presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio. «Ringrazio l’Udc», dice De Matteis, «perché ha scelto con coraggio di difendere il futuro di questa città, che dal 6 aprile 2009 vive momenti drammatici. Oggi speriamo di vedere la fine del tunnel. Credo sia possibile avere un futuro per la nostra città, ci sono tante cose da fare, tanti problemi, ma ce la possiamo fare». Tornando a Casini e ai temi nazionali, non poteva mancare la domanda sul nuovo soggetto politico, il cosiddetto Partito della Nazione: «Io non posso sapere quando si farà, come si chiamerà e chi ci sarà», risponde il leader dell’Unione di Centro, «perché deve essere un soggetto politico plurale, in cui non c’è uno che comanda e gli altri che eseguono. Si tratta di mettere assieme forze ed energie diverse, che provengono da diverse esperienze, cercare assieme di trovare una soluzione, una ricetta per i problemi del Paese. È un percorso che stiamo facendo con grande passione e con grande entusiasmo, speriamo che vada in porto, perché serve al nostro Paese».