Chissà cosa avranno pensato i tanti camionisti e gli utenti abituali del nucleo industriale di Bazzano osservando Pierferdinando Casini in abito blu, insieme ai vertici dell’Udc, passeggiare a braccetto fra le strade polverose. Ad attendere il leader dello scudo crociato nella sala Tre Marie dell’Archivio di Stato, che prima si è concesso un caffè, c’erano i numerosi supporter di Giorgio De Matteis e simpatizzanti dell’Udc desiderosi di conoscere cosa ci sarà oltre lo scudo crociato. «Non possono sapere quando ci sarà e come sarà il nuovo soggetto - ha detto -. Certo è che non può essere un ennesimo partito personale. Deve nascere qualcosa di diverso che deve mettere insieme tecnici e politici. L’Aquila non è terreno di sperimentazione (i cittadini non sono cavie) però mi piace questa coalizione perché accanto ai partiti ci sono liste civiche. C’è un entusiasmo diverso. Questa iniziativa è esattamente quello che vogliamo fare noi a livello nazionale; ossia la scelta di una terza via. Sarebbe importante che all’Aquila, al centro dei riflettori, si andasse al ballottaggio e poi si vincesse. Significherebbe che c’è una forza libera per guidare il Paese».
Da Casini dunque una ventata di novità che lascia intravedere un’affinità in vista di un eventuale ballottaggio fra Pdl e polo di De Matteis, finora ai ferri corti. «Noi non facciamo una campagna contro nessuno. Né contro il Pdl né contro nessuno, ma per questa città».
De Matteis ha confessato di aver prenotato il Ridotto per il 10 maggio, convinto di accedere al ballottaggil. Il segretario provinciale Morena Pasqualone ha parlato di un esercito pacifico a sostegno di De Matteis. Compiaciuti dinanzi alla sala stracolma anche Rodolfo De Laurentiis e il commissario Armando Dionisi. «Posso immaginare cosa significa vedere una città che muore - ha continuato Casini -. Posso comprendere che gli abitanti non si rassegnano. L’Aquila deve rinascere e lo deve fare mettendo i suoi uomini migliori al lavoro. Io so che Giorgio si è buttato in questa avventura con la consapevolezza di quello che significa la ricostruzione di questa città. L’Aquila ha bisogno di ritrovare un’anima e di un progetto. Ha bisogno di chiarezza. Non si possono perdere i prossimi cinque anni perché sono strategici, sono la discriminante fra ricostruzione e rassegnazione. Giorgio non avrà tempo per festeggiare, la vera festa la potrà fare tra 5 anni, se sarà riuscito a dare una speranza. Questa città sarebbe dovuta diventare una vetrina, bisognava avere l’ambizione alta di comprendere che in queste macerie c’è parte della storia nazionale. In altri luoghi si è riusciti a farlo, come a Gemona».
«All’Aquila fare il sindaco è un atto di eroismo» ha detto invece Francesco Pionati, leader di Alleanza di Centro, anch’egli giunto ieri in città a sostegno di Giorgio De Matteis. «La scelta di De Matteis ci convince. Cercheremo di dare un contributo serio in termini di consensi elettorali e di qualità di programma. È una persona che conosce il territorio, che ha fatto scelte coraggiose, merita la fiducia». Alcuni esponenti di Alleanza di centro sono candidati nella lista «Tutti per L’Aquila».