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Data: 25/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Truffa con le risorse del terremoto - Processo al vescovo D’Ercole il 14 giugno

Nello stesso giorno udienza preliminare per i quattro imputati della tentata truffa
Le trascrizioni di 600 telefonate intercettate dalla procura saranno depositate l’8 giugno in cancelleria

L’AQUILA. Decisa la data nella quale si svolgerà il rito abbreviato a carico del vescovo ausiliare Giovanni D’Ercole accusato di rivelazione di segreto nell’ambito dell’inchiesta sulla tentata truffa con i fondi Giovanardi. L’udienza si terrà il 14 giugno.
Oltre al vescovo nel procedimento sono imputate altre 4 persone per la tentata truffa in danno dello Stato.
Sotto accusa il professor Fabrizio Traversi, secondo la procura la «mente» del mancato raggiro, il medico aquilano Gianfranco Cavaliere, il sindaco di San Demetrio Silvano Cappelli e il presidente di Eurispes Abruzzo Nicola Ferrigni.
Costoro si presenteranno nella stessa data per il rito ordinario ma nessuno vieterà loro prima delle richieste del pm di ricorrere al rito abbreviato. Così come pure il prelato, se lo vorrà, potrà passare dall’abbreviato al rito ordinario.
Ieri sono state depositate le richieste di trascrizioni delle intercettazioni che potranno essere utilizzate nel giudizio. In totale sono cinquecento quelle che sono state chieste dal pm Antonietta Picardi mentre un centinaio sono quelle chieste della difesa.
Pertanto sono numerose le telefonate giudicate inutili per valutare il caso. Le trascrizioni saranno depositate l’8 giugno in modo che le parti potranno esaminarle prima dell’udienza della settimana successiva.
Il pm, Antonietta Picardi contesta a Traversi, Cavaliere, Cappelli e Ferrigni i reati di concorso in tentata truffa aggravata e continuata. Cappelli, Traversi e Cavaliere sono accusati anche di falso in concorso; Traversi e Cavaliere anche di millantato credito e tentata estorsione; il solo Traversi di peculato per l’uso improprio di utenze telefoniche di un ufficio pubblico.
Più in particolare Traversi e Cavaliere sono accusati di avere tentato di raggirare la Presidenza del Consiglio, Dipartimento per le politiche della famiglia ed il Commissario per la ricostruzione al fine di ottenere 12 milioni, in seguito ridotti a cifre minori (ma sempre di milioni si parla) relativi ai fondi del sociale facendo confluire quei soldi alla fondazione.
La procura della Repubblica contesta al presule di avere riferito a Traversi l’esistenza dell’inchiesta, peraltro coperta da segreto istruttorio, nell’ambito della quale l’uomo di Chiesa era stato ascoltato quale persona informata dei fatti.
La posizione processuale di D’Ercole, vescovo titolare di Dusa di Numidia e ausiliare dell’Aquila, è particolare e in tale senso si innesta la richiesta di rito abbreviato tramite i suoi legali, Amedeo Ciuffetelli e Claudio Ferrazza.
D’Ercole, dal canto suo, ha sempre sostenuto la tesi secondo la quale i suoi contatti con Traversi fossero mirati alla sua «direzione spirituale».
A D’Ercole, il cui nome è entrato nell’indagine solo in un secondo momento, non è contestata la tentata truffa aggravata.
In occasione dell’udienza di giugno ci saranno delle costituzioni di parte civile. Una verrà presentata contro Traversi dall’imprenditore Angelo Taffo che fu da lui minacciato. Ma ci saranno anche costituzioni di parte civile da parte di istituzioni statali e locali. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Ernesto e Massimiliano Venta, Attilio Cecchini e Paolo Vecchioli.

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