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Pescara, 05/04/2026
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26/04/2012
Il Centro
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Politica in fermento - Pdl, si discute il rimpasto di giunta. Domani vertice di maggioranza, attesa per il voto comunale di maggio |
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PESCARA. Sommessamente, ma con insistenza, si torna a parlare di rimpasto in giunta regionale. Se ne parla tra assessori e consiglieri, se ne parla all’interno del partito di maggioranza e nei gruppi fermi nel guado del “non appoggio” all’esecutivo Chiodi (Fli prima di tutto), che premono per avere la prova tangibile che al Pdl interessa averli in maggioranza. Chiodi rassicura i suoi e promette di ricandidarsi nel 2013. Un modo per tenere ferma la barra in un momento in cui tutto si muove. Perché la domanda è: con quale partito si ricandiderà Chiodi? O meglio, quale partito ricandiderà Chiodi? A ben vedere nel 2013 il Pdl non esisterà più, almeno nominalmente, e la coalizione avrà assetti diversi e oggi imprevedibili. Chiodi dunque si ricandiderà col partito che verrà. Però il rimpasto di giunta è un evergreen e se ne comincerà a parlare domani mattina nella riunione di maggioranza prevista a Pescara all’Hotel SH, subito dopo la riunione di giunta. Sarà un inizio, perché le tessere da far combaciare sono tante. LE TAPPE. Probabilmente si tratterà di un processo a più tappe che dovrebbe concludersi a gennaio 2013 con la nomina dell’assessore regionale alla Sanità, se a dicembre governo e Regioni, davanti al terzo bilancio consecutivo in avanzo, dovessero dare il via libera alla fine del commissariamento, come ha fatto capire lo stesso commissario Chiodi. Nel frattempo potrebbero cambiare un paio di pedine almeno. Per esempio la vicepresidenza della giunta che passerebbe da Alfredo Castiglione a Mauro Febbo. C’è poi il tema delle dimissioni da consigliere dell’assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis, uomo del vicecoordinatore Fabrizio Di Stefano, per far posto in consiglio all’attuale presidente della Sangritana Pasquale Di Nardo, vicino al coordinatore Filippo Piccone. Ma ci sono due problemi che al momento l’impediscono: con le sue dimissioni, De Fanis diventerebbe un assessore esterno e costringerebbe Chiodi a cambiare uno dei due esterni dell’attuale giunta, Federica Carpineta o Mauro Di Dalmazio, vicinissimi al governatore, perché così prevede lo statuto della Regione. Inoltre Piccone è uscito sconfitto col suo candidato (lo stesso Di Nardo) al congresso provinciale di Chieti dove si è imposto il candidato di Di Stefano, e la cosa potrebbe pesare. Però i tempi si fanno incalzanti. A giugno scadranno le cariche nelle società del trasporto pubblico locale (Arpa, Gtm, Sangritana) e non è detto che vengano rinnovate, perché nel frattempo l’assessore Giandonato Morra dovrebbe avere messo in moto il processo di fusione. Di Nardo si troverebbe dunque senza carica e Piccone potrebbe tornare a chiedere il cambio di seggio. A quel punto nel pacchetto potrebbe inserirsi la partita sulle candidature al parlamento. Di questa farà parte anche la lettera frondista di Beppe Pisanu “oltre il Pdl” firmata dai senatori abruzzesi Paolo Tancredi e Andrea Pastore. Ma oggi quella lettera non è argomento di discussione nel Pdl abruzzese. IL VOTO. In questo scenario non saranno ininfluenti le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio, anzi, si dice nel Pdl, tutto partità da quei risultati. Il Pdl rischia infatti di perdere comuni importanti. Per esempio Ortona, che sembra arrivata alla fine di un lungo ciclo targato centrodestra. Per esempio Avezzano e Montesilvano. All’Aquila, il test più importante, il Pdl teme di non andare al ballottaggio con il suo candidato Pierluigi Properzi. Lì il pasticcio viene da lontano e Giorgio De Matteis (Mpa, lista “L’Aquila città aperta”) forte dell’appoggio del leader Udc Pier Ferdinando Casini sarà probabilmente lo sfidante del Pd Massimo Cialente al secondo turno. Con quali effetti per gli assetti del Pdl abruzzese?
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