Insulti dei militanti dei centri sociali durante la manifestazione
Alemanno: io non invitato, così evitate contrapposizioni
ROMA - Ci sono le bandiere rosse, le stelle di David, i colori della pace, la falce e il martello. Mancano solo i big. Il corteo dei partigiani sfila dal Colosseo a Porta San Paolo trascinando lungo il percorso le polemiche della vigilia. Gli assenti fanno parlare più dei presenti. Arriva o non arriva? Alla fine Renata Polverini, invitata dell’ultima ora e non da tutti i manifestanti gradita, preferisce non esserci. Problemi di ordine pubblico, «la manifestazione rischia di diventare violenta», così il governatore della Regione Lazio spiega il forfait riaccendendo nuovi battibecchi. Il sindaco Alemanno non c’è perché nessuno gliel’ha chiesto, «ma non ne faccio un dramma». Il presidente della Provincia Nicola Zingaretti si defila per evitare altre discussioni, la Polverini lo ringrazia.
Il corteo monco, senza istituzioni, è aperto da uno striscione bianco con la scritta in rosso «I partigiani». Lo sorreggono anziani con le sciarpe tricolore al collo. «Ora e sempre resistenza», è l’appello sbandierato dai militanti del Pd di Roma. «La brigata ebraica» a caratteri cubitali si mischia senza problemi con il cartello che rivendica «Pace e giustizia in Palestina». E’ firmato con la falce e il martello il lenzuolo dei giovani comunisti in omaggio a «Questa città ribelle e mai domata». Si alzano comunque insulti, durante il tragitto, dalle fila più agguerrite del corteo. «Senza Gianni e Renata è più bella la giornata», si legge su un cartello. Bandiere dei Verdi e del Sel accompagnano la manifestazione organizzata dall’Anpi, associazione nazionale partigiani italiani, che si muove alle 10 del mattino dall’Arco di Costantino e si conclude a Porta San Paolo sulle note di «Bella Ciao».
«Ci sarò», aveva promesso Renata Polverini il giorno prima dopo aver ricevuto l’invito dei partigiani. E’ addirittura dovuto intervenire il presidente Napolitano per mettere fine alle polemiche scoppiate in seguito alla decisione dell’Anci di Roma di escludere dalla manifestazione il sindaco di Roma e il presidente della Regione. Ma poi la Polverini decide di non sfilare per «evitare tensioni, mi hanno avvisato che il corteo rischia di diventare violento». Nel 2010 era stata accolta a Porta San Paolo con il lancio di limoni. La spiegazione del governatore del Lazio indispettisce Vito Francesco Polcaro, presidente dell’Anpi di Roma. «Posso assicurare alla presidente che non ci sarebbe stato alcun problema nella parte del corteo da noi gestita». C’era un accordo, rivela Polcaro, con i centri sociali: la Polverini poteva intervenire senza problemi. Eppure al Colosseo la protesta è nell’aria. «I fascisti qui non li vogliamo», dice qualche manifestante quando ancora i corteo non si è mosso.
Il sindaco Alemanno è altrove, all’Altare della Patria. «Non mi è pervenuto nessun invito ufficiale, ne prendo atto senza farne un dramma». Poi più tardi, dopo aver visitato le Fosse Ardeatine con il presidente Monti, aggiunge: «Dobbiamo testimoniare con grande unità la Repubblica e la democrazia, senza odi e senza inutili recriminazioni». Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, non partecipa al corteo dell’Anpi «per tutelarlo da nuove polemiche». A Porta San Paolo, dove si conclude la manifestazione, c’è solo la corona d’alloro della Provincia. Mancano quelle del Campidoglio e della Regione. «Guarda caso se ne sono dimenticati», commenta il presidente dell’Anpi di Roma.
Polemiche anche a Milano dove è stato contestato il presidente della Provincia, Guido Podestà. Fischiato il governatore Formigoni, che pure non ha partecipato alla manifestazione.