ROMA - Si toccano due treni, si sfiora la tragedia. Solo paura per fortuna sui binari del più grande scalo d’Italia, la stazione Termini, ieri sera passate le 19. La collisione, a circa 150 metri dall’inizio delle pensiline, massimo un chilometro dall’arrivo in stazione, tra due Frecciarossa entrambi in entrata. Un convoglio proveniente da Milano (Firenze penultima fermata), forse per colpa di una rotaia che ha ceduto, si è sollevato dal terreno per poi precipitare sui sassi andando a toccare con le carrozze 4 e 5 un altro treno che veniva da Napoli (dopo essersi fermato a Salerno). Un forte urto ma comunque attutito dalla bassa velocità a cui viaggiano i mezzi in fase di arrivo, 20-30 chilometri orari come previsto dalle procedure. Dunque l’impatto non è stato fortissimo. Solo un grande spavento per tutti e 500 i passeggeri e i dieci dipendenti di Trenitalia rimasti lievemente feriti (codici verdi) trasportati in ambulanza negli ospedali della capitale, per contusioni e malori.
I primi a scendere i viaggiatori: «Ce la siamo cavata con qualche graffio, ma abbiamo pensato di essere morti». Una processione silenziosa lungo i binari, sani e salvi ma scioccati, molti ancora incapaci di raccontare quanto appena vissuto. Mostrano i tagli sulle mani, ricordano che «il treno ha come perso il controllo, abbiamo sentito un gran frastuono, rumore di ferraglia, vetri in frantumi. E tutti che gridavano». Tra loro, Alessia Marcuzzi, che su Twitter racconta: «Ero sulla carrozza 3, è stato terribile, il treno si è inclinato continuando a correre. Fumo, paura, sono morta ho pensato. Ora sono felice di essere a casa con i miei».
Ecco i dipendenti, qualcuno è steso sulle barelle, sono coloro che erano in piedi e che nell’urto hanno sbattuto contro bagagli, vetri e pareti. In lacrime, vengono portati via dalle ambulanze del 118 (quattro più un’automedica) arrivate in tazione e dirette all’Umberto I, al Pertini, al San Giovanni e al San Camillo. Un addetto del personale di bordo del Frecciarossa viene trasportato su una barella, ha un collare ortopedico, ma è cosciente, parla al telefonino. Due sue colleghe, una delle quali indossa anche lei un collarino, andranno a farsi medicare da sole. «Mi sento tranquillo, ho rispettato il limite di velocità, andavo al di sotto dei 30 chilometri», spiega sereno uno dei macchinisti che era sul treno che veniva da Sud.
Più tardi, inevitabili, le ripercussioni sulla circolazione ferroviaria con quattro binari chiusi e treni smistati sugli altri, arrivi e partenze a singhiozzo, metro B aperta fino alle 23,50 per sopperire ai disagi, treni passanti dirottati sulla stazione Tiburtina, istituito un servizio navette per collegare le due stazioni romane. Sui binari accorrono tutte le forze dell’ordine, la Scientifica a fare rilievi, ambulanze fin dove è possibile arrivare. La procura di Roma aprirà un fascicolo sulla collisione tra le due Frecce di Trenitalia: l'inchiesta dovrà stabilire le cause dell'incidente. Cattivo funzionamento di uno scambio, rottura di un binario per via dell’usura e la scarsa manutenzione, errore umano, queste le possibilità. Per far luce sull’accaduto, anche Ferrovie dello Stato ha istituito una commissione d'inchiesta interna, precisando che «non vi sono feriti gravi, né tra i viaggiatori né tra il personale ma solo contusi. Un macchinista ha riportato conseguenze ad un ginocchio per l'urto con un bagaglio di un passeggero, fuori dal convoglio».
Una tragedia sfiorata, solo una grande paura, un incidente che è tutto ancora da capire. Pure il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell'ambito delle sue ordinarie competenze, ha immediatamente attivato le strutture di verifica e controllo per accertare le dinamiche e le cause dell’incidente ferroviario avvenuto alla stazione Termini. I dirigenti dell'organismo ispettivo del Mit e del personale dell'Agenzia per la sicurezza delle ferrovie ieri hanno già effettuato i primi rilievi, le indagini continuano. Oggi - fa sapere Fs - sarà garantita l'offerta su Roma Termini. Le Ferrovie dello Stato precisano però che potrebbero esserci «possibili e contenuti ritardi» e che «non saranno effettuati solo i quattro treni Frecciarossa che abitualmente vengono garantiti ogni venerdì a supporto dell'offerta ordinaria».
Ci scusiamo per il disagio, avvisa i viaggiatori la voce femminile registrata sul nastro alla stazione Termini. A vederli ora, i due treni Frecciarossa che sono andati a collidere, sono di nuovo distanti, uno sul binario 4, l’altro sul 5. Eppure spiegavano ieri alla stazione, ci sono punti in cui i mezzi sono vicinissimi, quasi si sfiorano.