LANCIANO. Si chiama “Aquilotto” l’ultimo nato in casa Sangritana. E potrebbe essere compito di questo elettrotreno a trazione diesel inerpicarsi sulla tratta un tempo dismessa, la Sulmona-Carpinone, denominata la Transiberiana d’Italia per la bellezza dei paesaggi attraversati e per la presenza della stazione di Pescocostanzo, la più alta dopo quella del Brennero.
Sangritana e Trenitalia ci riprovano: la tratta Sulmona-Carpinone, chiusa al traffico il 12 dicembre scorso da Trenitalia perchè poco produttiva, potrebbe ora essere riaperta per unire Abruzzo e Molise in un percorso unico che mira a valorizzare il turismo e a scommettere ancora sul trasporto passeggeri.
Al progetto lavora da anni la stessa Sangritana, sostenuta con entusiasmo dai sindaci del territorio, dai presidenti dei parchi nazionali e dagli enti locali di Abruzzo e Molise che non avevano mancato di far sentire la propria voce per il recupero di una linea storica che attraversa i monti più belli dell’Appennino abruzzese e molisano.
Inaugurato l’Aquilotto, un treno passeggeri il cui riammodernamento è costato 300mila euro, che potrà essere impiegato anche sulla linea non elettrificata che da Sulmona porta fino in Molise. Al tavolo tecnico, che ha preceduto l’inaugurazione e la benedizione del treno, hanno partecipato tra gli altri i presidenti delle provincie di Chieti, L’Aquila e Isernia, gli assessori ai trasporti delle regioni Molise, Luigi Velardi, e Abruzzo, Giandonato Morra, e il presidente della Sangritana, Pasquale Di Nardo.
Obiettivo di questa nuova sfida è, oltre alla scommessa sul turismo, anche la rivitalizzazione del territorio e delle aree interne visto che la Sangritana sarebbe in grado di attraversare due regioni, due parchi nazionali, tre province e oltre venti comuni. «I rappresentanti parlamentari di Abruzzo e Molise»,a sottolinea il presidente della Sangritana, Di Nardo, «si sono subito adoperati per la gestione diretta della linea Sulmona-Caripineto da parte della Sangritana, un progetto che rappresenterebbe un naturale anello di congiungimento virtuoso tra Pescara, Sulmona e Campo di Giove».
Proprio in quest’ultimo comune la Sangritana gestisce dall’agosto 2011 la seggiovia. Il collegamento della linea ferroviaria mira però ad arrivare fino a Castel di Sangro, dove l’azienda di trasporto regionale sta premendo per il ripristino del traffico ferroviario attraverso l’unificazione delle due stazioni Rfi e Sangritana. «Da solo l’Abruzzo non fa più nulla», conclude l’assessore regionale ai trasporti Morra, «come socio unico di maggioranza della Sangritana la Regione si è rimoboccata le maniche per scommettere su progetti ambiziosi anche fuori». (d.d.l.)