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Pescara, 05/04/2026
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Data: 27/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Il direttore Arta si difende: concorsi puliti. Fernandez a Tenaglia: assumi mia cognata

Fernandez interrogato per due ore: mai fatto favori a Tenaglia, tra noi non c’è corruzione

PESCARA. È arrivato alle 10,10 di ieri con in mano una ventiquattrore di pelle marrone. Agli arresti domiciliari da lunedì scorso, il direttore amministrativo dell’Arta di Pescara Antonio Fernandez si è presentato in tribunale per l’interrogatorio di garanzia: un monologo di due ore per rigettare le accuse di corruzione, tentata concussione, abuso, falso e rivelazione di segreto d’ufficio e dire che i concorsi dell’Arta sono puliti. Poi, è uscito da una porta secondaria per non farsi vedere.
Davanti al gip Gianluca Sarandrea che, sull’ordinanza di arresto ai domiciliari l’ha definito un dirigente «aduso» a compiere atti «in violazione» dei poteri amministrativi, Fernandez, 56 anni originario di Palermo e residente a Teramo, si è difeso: «I concorsi dell’Arta, per quanto di mia conoscenza, sono stati sempre regolari», così ha detto Fernandez, assistito dall’avvocato Domenico Di Sabatino, sindaco di Bellante. «In particolare», ha sottolineato Di Sabatino, «sul concorso da perito elettrotecnico la posizione di Fernandez è di assoluta estraneità». Secondo polizia e procura di Pescara, Fernandez ha fatto inserire nella commissione d’esame anche l’indagato Nicola Colonna, 46 anni, nato ad Atessa e residente a Pisa: una nomina ad arte, dice l’accusa, con lo scopo di favorire un candidato finito sotto inchiesta, Pietro Pellegrini, 55 anni, uno dei precari storici dell’Arta, consegnandogli le tracce del concorso in anticipo. «Il concorso è stato regolare, Fernandez si è limitato a istruire la pratica relativa alla nomina della commisione e non c’è nessun altro collegamento. Inoltre», ha detto Di Sabatino, «Fernandez non conosce i membri della commissione». Secondo l’accusa, invece, è stato Fernandez a mettere dentro Colonna: a riferirlo agli investigatori è stata una testimone, Monica Ruscitti, dipendente Arta. «Fernandez ha chiarito anche i rapporti con la testimone», ha spiegato l’avvocato.
Sugli altri cinque concorsi sospetti, con i vincitori rivelati in anticipo da due esposti anonimi, Di Sabatino ha detto: «È molto semplice dire vince tizio o caio». Ma su dodici nomi e cognomi, la polizia ha trovato soltanto conferme e mai un errore. «I concorsi Arta», ha spiegato l’avvocato, «prevedono anche punteggi per i titoli e, tra questi, conta anche l’esperienza acquisita in anni e anni di lavoro in una struttura pubblica. I posti scoperti, quindi, sono stati un’occasione per i precari dell’Arta e anche per le altre persone che hanno partecipato. È ovvio che l’esperienza è stata un elemento valutato dai commissari dei concorsi che, ripeto, non sono Fernandez né i responsabili dell’Arta, ma funzionari esterni arrivati da altre regioni».
Nell’interrogatorio, si è parlato anche della gara d’appalto per i servizi legali dell’Arta e dei rapporti tra Fernandez e l’avvocato chietino Pierluigi Tenaglia, entrambi accusati di corruzione: la Mobile ha intercettato conversazioni tra Fernandez, Tenaglia e una collega di studio di Tenaglia, Brigida Carulli non indagata, incentrate sui bandi di gara. In una delle telefonate, Fernandez ha rivelato i punteggi del bando - «80, 15 e 5» - a Tenaglia: «Lo si dice in un’intercettazione telefoniche, verificheremo il tenore», ha detto l’avvocato, «comunque, la questione del bando è stata chiarita da Fernandez prima con i legali dell’Arta che non erano legali dello studio Tenaglia». E la cognata di Fernandez da assumere allo studio Tenaglia? «Non è mai stata assunta da Tenaglia, anzi, ha partecipato a un concorso all’Arta, con 5 posti in palio, e non lo ha vinto».

Fernandez a Tenaglia: assumi mia cognata
Ecco la telefonata del direttore Arta all’avvocato di Chieti che fa scattare l’accusa di corruzione

IL COLLOQUIO I punteggi da assegnare al centro della telefonata «Ho messo sede a Pescara va bene?»

PESCARA. «Cotto e magnato», racconta al telefono il direttore amministrativo dell’Arta di Pescara Antonio Fernandez, «gli ho detto ho trovato una persona ottima, eccetera eccetera: è mia cognata! Certo, è chiaro, ti presento come mia cognata! Sei mia cognata, quindi, è chiaro che dai questa garanzia». «E lui?», domanda Carla La Menza, la cognata di Fernandez non indagata, «e lui che reazione ha avuto?». Fernandez risponde: «Eh, va buono, va buono! Lui, sempre così: dice va buono». Lui è l’avvocato di Chieti, Pierluigi Tenaglia, fratello del deputato Pd Lanfranco Tenaglia. Ci sono due intercettazioni telefoniche in mano alla squadra mobile e alla procura di Pescara registrate nello spazio di tre minuti e, per gli inquirenti che indagano su presunte assunzioni pilotate e favori negli appalti pubblici all’Arta, le telefonate in successione sono la dimostrazione degli accordi che costano a Fernandez, 56 anni, da lunedì scorso agli arresti domiciliari nella sua casa di via Cavour a Teramo, e a Tenaglia, 47 anni di Chieti, un’accusa di corruzione.
Sono le 21,51 del 24 giugno 2011, è un venerdì: Fernandez telefona a Tenaglia, presidente dell’Ordine degli avvocati di Chieti. «Eh, Pierlui’, allora, ho lavorato tutto il pomeriggio per questa cosa», dice riferendosi alla gara d’appalto per i servizi legali dell’Arta: una gara d’appalto che l’accusa considera pilotata per favorire Tenaglia. La contropartita per Fernandez, sostengono gli investigatori, è proprio l’assunzione della cognata nello studio legale di Tenaglia.
La gara d’appalto, però, si rivela un percorso a ostacoli: il 23 maggio 2011, la commissione apre le buste; il 24 maggio arriva la decisione di sospendere la procedura; il primo giugno, i vertici dell’Arta decidono di dare il via a un altro bando modificando i punteggi da assegnare. Fernandez, nonostante il ricorso al Tar di un altro avvocato, Luca Di Raimondo di Roma, annuncia così a Tenaglia i cambiamenti.
Fernandez: «Senti, ti devo dire due cose. Quindi, ho fatto pure tutto. Vabbe’, quindi... quella cosa che ci siamo detti stamattina».
Tenaglia: «Ah, ah, ah, ah».
Fernandez: «Quindi, va bene. Ho messo pure la sede di Pescara, che dici? Uhm».
Tenaglia: «Eh, sì».
Fernandez: «Tanto quella va bene, no?».
Tenaglia: «Eh, sì, sì, sì».
Fernandez: «Quindi, quindi, 80, 15 e 5».
Tre numeri decisivi: mentre nel primo bando sono assegnati 40 punti per la quantità degli affari trattati dai professionisti negli ultimi 5 anni, 6 per lo studio a Pescara, 4 per idoneità nei concorsi pubblici e altri 50 in base al prezzo, nel secondo bando diventano 80 i punti per gli incarichi in cause civili, previdenziali e di lavoro, 15 per le cause svolte negli ultimi 5 anni davanti a Tar, Consiglio di Stato e Corte di Cassazione e altri 5 per la sede a Pescara. «80, 15 e 5».
Poi, la conversazione devia, di colpo, sulla cognata di Fernandez.
Fernandez: «Quella cosa che mi hai detto, ho già trovato».
Tenaglia: «Ah, eh! Eh, eh, eh. Me la... mi giri via mail il curriculum?».
Fernandez: Eh, sì. È mia cognata».
Tenaglia: Ah, ah, ah».
Fernandez: «Eh, va bene, le ho parlato! Lei mi dice va bene, va bene! Mi farebbe avere un colloquio! Lei lavora, lavora da noi, però è precaria».
Fernandez dice che La Menza è la persona giusta: «C’ha 40, 45 anni, 46, c’ha i figli grandi, non c’ha problemi di gravidanza! Sa lavorare! È brava, serissima, eccetera, eccetera. Ottima presenza, ottimo tutto. Eh, se tu...».
Tenaglia: «No, no, io glielo faccio! Ti ripeto, io c’ho questa ragazza che le scade il contratto a luglio».
Fernandez: «Sì».
Tenaglia: «E quindi...».
Fernandez: «Perché lei c’ha il matrimonio del figlio alla fine luglio! Infatti mi diceva, non è che questa cosa è subito? Perché c’ho il matrimonio... il figlio, lei, il 26 luglio! Quindi, ad agosto, quando riapri tu, poi, va benissimo».
Tenaglia: «Vabo’, vabo’, vediamo, vediamo. D’accordo».
Tre minuti dopo, Fernandez chiama la cognata per annunciarle che il posto è suo.
La Menza: «Pronto?».
Fernandez: «Ok. Mi ha detto di preparare un curriculum e poi lunedì glielo porto».
La Menza: «Eh, addirittura».
Fernandez: «Uhm, cotto e magnato. Fra l’altro, non ti preoccupare perché questa cosa, comunque, sempre a settembre! Perché, praticamente, a lui fino a luglio c’ha il contratto questo qua! Poi ad agosto chiudono perché c’è le vacanze estive e riprendono a settembre».
La Menza chiede informazioni: «E che gli hai detto? Che gli hai detto? Raccontami», insiste.
Fernandez: «Due parole gli ho detto! Al 50 per cento di lavoro e poi gli ho detto, per quella cosa di... guarda ho trovato, anzi ho trovato una persona ottima, eccetera eccetera! È mia cognata! Certo, è chiaro, ti presento come mia cognata! Sei mia cognata! Quindi...».
Ma La Menza non viene assunta da Tenaglia. Il 4 luglio del 2011, con una perquisizione all’Arta, la polizia esce allo scoperto, scattano i primi avvisi di garanzia per il concorso da perito elettrotecnico e tutti i contatti si bloccano.

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