L'AQUILA - Tutto da rifare, o quasi, per il Megalò 3, un complesso di cinque edifici che avrebbero dovuto essere realizzati accanto all'attuale centro commerciale a Chieti Scalo. Il Comitato di Valutazione di impatto ambientale, riunito ieri, ha deciso di rinviare l'esame del progetto e chiedere integrazioni. E ciò dopo una serie di audizioni, tra cui quella delle associazioni ambientaliste contrarie al nuovo insediamento. Il progetto che viene indicato come Megalò 3, è analogo al Megalò 2 della società Sirecc, approvato due settimane fa con prescrizioni sempre dal Comitato Via. Per il Megalò 2 è stato presentato ricorso al Tar. Sembra che a determinare il rinvio dell'esame del progetto siano stati dubbi riguardanti l'impatto ambientale (35mila metri quadrati di superficie occupati a poca distanza dal fiume), l'effetto sul traffico e quello sulla qualità dell'aria in un'area già dichiarata zona rossa dal Piano regionale. Inoltre, secondo quanto si è appreso, nel progetto sarebbe stata indicata anche una stazione ferroviaria nei pressi di Megalò per favorire la mobilità senza auto da Pescara, e una linea per un collegamento non inquinante con Chieti.
Il Comitato ha dato invece via libera per l'ampliamento della discarica consortile di Lanciano, il progetto è stato presentato dalla Ecolan e mira ad aumentare la cubatura del sito. Diversamente la discarica avrebbe potuto essere utilizzata ancora per pochissimo tempo. Il Comitato ha pure approvato l'ampliamento dell'impianto di depurazione di Ortona, ma con una serie di prescrizioni, quelli per il fotovoltaico a Guardiagrele, a Montenero di Bisaccia in località Sterparo, e nel Comune di San Salvo. Rinviata, invece, la discussione per la realizzazione dell'impianto eolico di Atessa. Sospeso il progetto di riqualificazione edilizia e urbanistica dell'ex zuccherificio di Chieti, su richiesta della stessa ditta proponente. Sempre per Chieti è stato rinviato l'esame del progetto per la realizzazione del Centro polifunzionale a causa della mancanza di conformità col piano regolatore di cui è in corso di elaborazione una variante urbanistica. Conformità che è stata richiesta anche con l'accordo di programma approvato dalla Regione nel 2004.
Quella di ieri è stata di nuovo una seduta fiume per Comitato di Valutazione di impatto ambientale. E' andata avanti per tutta la giornata e ancora tra le polemiche degli ambientalisti che, oltre al merito dei progetti, hanno contestato le modalità con cui sono stati esaminati. Ancora una volta, sostengono, tutto è avvenuto in tempi rapidissimi, poche ore per valutare decine di progetti che all'ordine del giorno erano in tutto 43. Ma si tratta di polemiche che avranno vita ancora per qualche giorno, perché dal primo maggio entra in vigore la normativa prevista dalla nuova legge regionale sul funzionamento del Comitato Via. Una legge in linea con quelle in atto in altre le Regioni italiane. Va detto che al Consiglio regionale, martedì scorso, è stata sottoposta una proroga della vecchia normativa, cioè quella in vigore attualmente, ma la proposta non è passata perché è mancato il numero legale, e la seduta è saltata.
Gli ambientalisti, si diceva, erano stati molto critici già all'atto della presentazioni dei progetti come la variante al Piano regolatore di San Vito Chietino che prevede un grosso resort sul litorale, o alcuni interventi nel Parco regionale del Sirente quali una lottizzazione nel comprensorio di Rocca di Mezzo o la variante al Piano regolatore di Rocca di Cambio, oltre ad altri provvedimenti egualmente molto contestati.