di PIERGIORGIO ORSINI
MONTESILVANO - Meno aggressivi dell'ultima volta i candidati a sindaco di Montesilvano, che ieri hanno partecipato al pubblico dibattito al Museo del treno. I temi proposti da Angela Curatolo hanno interessato la mobilità, il futuro della circonvallazione, la riviera, la destinazione d'uso della ex colonia e di Villa Delfico. «Per risolvere il problema della mobilità direi di aspettare la filovia» ha esordito Cordoma (lista Grande sud). «Ma la filovia da sola - ha ribattuto Maragno (Polo dell'alternativa) non risolverà il problema». «Più che la filovia - ha sottolineato Manola Musa (Pdl) bisogna rilanciare il servizio pubblico, scoraggiando il mezzo privato». Contrasti anche sul prolungamento della circonvallazione. C'è chi come Gianluca Milillo (Lega nord) ravvisa la necessità di migliorare la viabilità esistente, chi (Maragno) accusa l'amministrazione che ha deciso di far costruire una scuola proprio sull'area del prolungamento, chi (Cordoma) vede la soluzione nello spostamento verso Cappelle nei pressi del prossimo casello autostradale e chi (Musa) sostiene il prolungamento con una galleria che passa sotto la Vestina. «Ma si tratta di un progetto troppo costoso -ha fatto notare Cordoma - e l'Anas ha stretto i cordoni della borsa».
Pareri discordanti anche sulla pedonalizzazione della riviera. Per Maragno occorre prima attuare un piano traffico (put) e poi si penserà alla riviera. Favorevoli alla pedonalizzazione Gianluca Milillo e Attilio Di Mattia. «Prima ripuliamo la pineta - ha suggerito Manuel Anelli del Movimento a 5 stelle - poi si penserà a chiudere al traffico il lungomare o al massimo ad istituirvi il senso unico». Progetto quest'ultimo sposato da Cordoma, mentre Manola Musa ha sostenuto che non si può chiudere la riviera, se prima non si sistema la strada retropineta.
Idee discordanti anche sull'uso della Stella Maris: Di Sante (Sinistra unita): «Apriamola al pubblico e facciamone la casa dello studente». Altri ne vedono solo un uso per il rilancio del turismo. Ma continua la battaglia delle e-mail fra candidati. Una nota del coordinatore cittadino dell'Idv Camillo Chiarieri accusa Maragno e Musa di essere due soci fondatori dell'amministrazione Cordoma, quindi non possono presentarsi come due facce nuove. «Maragno - aggiunge - predica bene e razzola male, quando dice di voler contrastare la cementificazione in città, mentre in famiglia c'è chi ha specifici interessi nel settore». E Maragno bacchetta l'ex presidente del consiglio Pavone, dal quale non accetta lezioni di sorta, visto che per 20 anni è stato al governo della città. Infine Musa annuncia che entro i primi 100 del suo governo sistemerà il Prg, la strada retropineta, bloccherà il cemento sulle colline e si prenderà cura del parco fluviale.