I macchinisti e i capitreno della Circumvesuviana effettuano una giornata lavorativa di 7 ore e 25 minuti, come da conmtratto, ma stanno alla guida dei treni solo 3 ore al giorno. Tutto il resto del tempo se ne va tra verifiche tecniche, sosta al capolinea e disponibilità in deposito. Ritmi troppo blandi, secondo il Ministero dei Trasporti che più volte, nel corso della conferenza Stato - Regioni, ha sferzato l'Eav, sollecitandola a intervenire. Eppure, la scansione del turno di lavoro è dettata da un contratto collettivo, stipulato quando l'azienda era sotto la gestione governativa e né la crisi globale né quella del sistema trasporti campano erano ai livelli di oggi. Ora c'è da risparmiare, tirare la cinghia, eliminare gli sprechi. Quel contratto non va più bene, tanto che il gruppo Eav si è posto l'obiettivo di aumentare in maniera consistente la prestazione lavorativa giornaliera del proprio personale. Un aumento di produttività che dovrebbe consentire un ulteriore risparmio di 3,5 milioni di costo del lavoro da aggiungere agli oltre 20 milioni che negli ultimi due anni hanno caratterizzato la contrazione del costo del lavoro nelle aziende controllate dall'Ente Autonomo Volturno. Da tempo i sindacati e l'Eav sono alle prese con la questione delle ore di lavoro: il personale di Circum, Metrocampania e Sepsa dovrebbe modificare il proprio turno di servizio, nonostante esso sia garantito da un contratto. Ma è il caso della Circumvesuviana quello più eclatante: dai dati viene fuori che i macchinisti e capitreni restano sui convogli per 180 minuti. Per altri 110 minuti (1 ora e 50) si occupano delle verifiche tecniche del treno: controllano, cioè, che il mezzo sia in condizioni di ripartire, che non ci siano danni, che non ci sia bisogno di interventi di manutenzione. Ancora: 35 minuti servono per i tempi di sosta ai capilinea, cioè per l'attesa tra un treno e l'altro e il dovuto riposo. Infine, per due ore i dipendenti restano a disposizione nel deposito, per servizi di manovra o sostituzioni. E il dato campano è ben diverso da quello delle altre regioni italiane, in tutti i settori del trasporto pubblico. Le autolinee, per esempio: nel 2009 la percorrenza media in Campania è stata di 30687 chilometri nel circuito urbano e 40515 in quello extraurbano. La media italiana è rispettivamente di 39585 e 40379. Ogni addetto alla guida in Campania ha percorso 19086 chilometri "urbani" e 21871 "extraurbani". Anche qui la media italiana è ben diversa: 25743 e 33537. Ecco perché nel corso della conferenza Stato-Regioni è emersa l'ipotesi di un osservatorio nazionale che effettui un monitoraggio dei contratti e indichi l'adeguamento da fare. A quel punto anche l'Eav potrebbe chiedere al personale di lavorare secondo tempi e ritmi ben più frenetici. Allo stato in Circum lavorano 163 macchinisti e 100 capitreno. Ne occorrerebbero rispettivamente 166 e 132, ma la necessità di rivoluzionare i turni fa pensare a tempi difficili. Le premesse per un braccio di ferro, insomma, ci sono tutte. Ieri, intanto, doveva essere pagato lo stipendio di aprile, ma i bonifici verranno effettuati soltanto oggi. «Ritardi burocratici», si sono giustificati i dirigenti della società. Non c'è stata una protesta ufficiale, ma una mobilitazione culminata con l'occupazione, per qualche minuto, della sala riunioni usata dai dirigenti. Il personale ha voluto comunque garantire il servizio ai pendolari, ma non ha rinunciato a fare le proprie rimostranze. Alcuni dipendenti, assieme ai rappresenti dell'Orsa, il sindacato autonomo, si sono trattenuti a parlare con l'ingegner Arturo Borrelli. Il dirigente ha garantito che non si è trattato di un problema economico, ma strettamente burocratico. La macchina per pagare tutti si è messa in moto: tempo qualche giorno e gli stipendi arriveranno. Il ritardo, però, ha innervosito tutti: «Non è la prima volta che avviene», fanno notare quelli dell'Or.sa. e Borrelli dei Verdi provoca: «Bisognerebbe non pagare lo stipendio a Vetrella».