L’ultima sorpresa dell’inchiesta Finmeccanica la racconta Marco Iannilli, uno dei commercialisti indagati. Che, pur essendo coinvolto nel giro di appalti Selex, conosce parecchie notizie anche su altre vicende del gruppo Finmeccanica. Ad esempio quella che riguarda una fornitura di quaranta autobus per il Comune di Roma datata 2009, in cui scattò il meccanismo della sovrafatturazione e del pagamento di tangenti. Spiega Iannilli: «Breda Menarini (gruppo Finmeccanica) aveva ottenuto una commessa di circa 40 autobus dal comune di Roma, o da una sua controllata, del valore di 20.000.000 di euro circa». E ancora: «I rapporti - dice Iannilli - inizialmente erano stati tenuti da Borgogni e Subbioni (entrambi dirigenti di Finmeccanica, il primo è ex capo delle relazioni esterne) ed era prevista una somma di 800mila euro da destinare a Borgogni e Cola medesimo, somma che doveva esser pagata da Ceraudo, ad della Breda Menarini».
Per mettere sotto pressione l’azienda, che inizialmente non voleva pagare, venne organizzata una riunione alla quale partecipò l’attuale ad dell’Ente Eur di Roma, Riccardo Mancini. Che chiese in cambio una contropartita: «Venni convocato a una riunione cui partecipavamo io, Subbioni e tale Mancini, attuale ad di Ente Eur. Il ruolo di Mancini era quello di chiudere gli accordi e di bloccare i pagamenti, attraverso le sue entrature nell'amministrazione comunale, fino a quando Cerando non avesse erogato le somme dovute». E nel corso dell’incontro, che si svolse pochi mesi prima della scelta del nuovo ad dell’Euro, Mancini fece la sua richiesta: «La sua remunerazione per la partecipazione all'operazione era quella di ottenere l'appoggio di Finmeccanica per la nomina ad Ad di Ente Eur», cosa puntualmente avvenuta nel 2009.
Alla fine la mazzetta è di 600mila euro, pagata in parte in contanti e in parte con una fattura falsa, attraverso una società cipriota riconducibile allo stesso Iannilli: «Emisi una fattura per finta consulenza verso Breda Menarini per 300mila euro, che dai conti ciprioti finirono su un conto svizzero indicato da Cola. Gli altri 300mila Ceraudo me li diede in contanti».
Le pressioni di Alemanno. Nel sistema raccontato dall’inchiesta del pm Paolo Ielo, tutto gira intorno alle sovrafatturazioni da parte delle aziende che lavoravano con Selex e soprattutto con l’Ente nazionale di assistenza al volo. Ma la stessa Enav, oltre ad essere parte del meccanismo di ripartizione delle mazzette, subiva frequenti pressioni dalla politica. Lo dice l’ex amministratore delegato, Giudo Pugliesi, a sua volta indagato in un altro troncone dell’indagine romana. Pur negando buona parte degli addebiti, specie in relazione ai pagamenti, Pugliesi ammette che quando si trattò di nominare il presidente di una controllata di Enav, la società TechnoSky, subì richieste insistenti da parte dell’attuale sindaco di Roma, Gianni Alemanno, per scegliere Fabrizio Testa: «Le pressioni sono arrivate dal ministero dell'Economia e dal sindaco di Roma Alemanno. Milanese (l’ex consigliere politico di Tremonti) mi diceva lui, poi se è vero non lo so, che Alemanno stava mettendo in croce il ministro». E ancora: «Il governo mette le persone ritenendo di mettere le persone più giuste, purtroppo questo non sempre accade». Nominata in quota Margherita nel cda di Enav, tra il 2003 e il 2007, Linda Lanzillotta, oggi deputata Pd, dice di non aver «mai ricevuto richieste di nessun genere dal mondo politico e istituzionale». Il comportamento di Pugliesi però le è sempre sembrato ambiguo: «Pugliesi era un ostacolo costante a una gestione trasparente delle procedure di affidamento dei lavori e della gestione della manutenzione. Ricordo che in certa misura cercava di blandirmi, mettendomi a disposizione benefit che io non utilizzavo ovvero lasciandomi intendere che avrebbe potuto assegnare lavori a imprese che io avrei potuto indicare».
Le richieste a Palermo. Iannilli di operazioni di sovrafatturazione dice di averne viste parecchie. In qualche caso i dirigenti che si propongono di facilitare gi appalti volevano soldi. In altri casi, promozioni: «In due occasioni, un dirigente Selex mi mandò per ammorbidire due rappresentanti di Enav in ordine alla valutazione di congruità per i lavori all'aeroporto di Palermo, ma costoro non prendevano soldi, poiché si accontentavano di promozioni sul luogo di lavoro in Enav su cui Finmeccanica poteva incidere. A casa ho i loro biglietti da visita». Il responsabile dell’area amministrativa, Vecchio Domanti, per la stessa partita volle dei soldi: «Ho pagato anche Vecchio Domanti, nella misura di 170.000 euro in contanti. Gli ho consegnato tali somme sotto il ponte della Cassia bis. Gli davo tali somme sulla sua Audi 4, credo fosse a lui in uso da Enav, depositandole dentro il cruscotto della sua vettura».