TERAMO. La procura mette un punto fermo nell’inchiesta su Teramo Lavoro: il presidente della Provincia Valter Catarra e l’amministratore della società in house Venanzio Cretarola finiscono nel registro degli indagati. L’accusa ipotizzata è abuso d’ufficio. L’indagine del procuratore Gabriele Ferretti e del pm Stefano Giovagnoni prosegue su binari già tracciati e trova nuova linfa in un complesso lavoro di analisi dei tanti documenti in mano alla Finanza.
Tre i punti centrali dell’inchiesta nata dopo una serie di esposti presentati sulla società in house con 110 dipendenti che gestisce vari servizi per conto della Provincia di Teramo. La procura vuole fare chiarezza sull’autoassunzione di Venanzio Cretarola come addetto alla segreteria per 42mila euro (caso finito alla ribalta della cronaca nazionale), sull’utilizzo di oltre un milione di fondi europei e sulle procedure seguite per l’assunzione di dieci dipendenti. In particolare, su quest’ultimo aspetto, i magistrati vogliono approfondire se l’iter seguito corrisponda a criteri di trasparenza. Un caso sollevato nei mesi scorsi anche dal leader regionale dell’Idv Carlo Costantini che aveva parlato di «raccomandopoli». E Costantini proprio su questa sua denuncia molto probabilmente sarà sentito in procura.
I FONDI. L’inchiesta sull’utilizzo dei fondi nasce da un esposto presentato dal gruppo consiliare del Pd. Secondo questa denuncia Teramo lavoro avrebbe ricevuto 895mila euro senza che fosse stato attivato alcun meccanismo di verifica da parte dell’amministrazione provinciale. Il controllo, a detta del Pd, era legittimo perché previsto dalla convenzione con la Srl e perché il settore Lavoro aveva già versato 575mila euro per i servizi garantiti dai precari. Va detto che appena qualche giorno fa Teramo lavoro ha prorogato per due mesi i contratti ai dipendenti.
CATARRA. Ieri mattina, intanto, lo stesso Catarra si è presentato in procura dal magistrato titolare del caso. «Mancando ad oggi un capo d’imputazione, presumo che la questione verta sulla società Teramo Lavoro», dichiara Catarra, «in questo caso significa che é stata avviata la corretta procedura che consentirà di fare definitiva chiarezza nelle sedi competenti. Sarà l’occasione per dirimere l’intreccio di interpretazioni divergenti, denunce di varia natura e palesi strumentalizzazioni politiche. Conoscendo il mio onesto e responsabile operato e altrettanto consapevole che la magistratura sta doverosamente svolgendo il suo compito sono sollevato di poter affrontare ufficialmente questa vicenda, considerando che in questi mesi ho mantenuto un rispettoso riserbo per non influire sugli avvenimenti in corso». Il suo avvocato Guglielmo Marconi non esclude che nei prossimi giorni Catarra possa chiedere di essere ascoltato dal magistrato.
CRETAROLA. Così commenta Cretarola: «Sono contento del provvedimento perchè così avrò la possibilità di dire la mia e spiegare tutto, un’opportunità che cerco di ottenere con il mio avvocato da due mesi a questa parte». L’amministratore precisa che «non si tratta di un avviso di garanzia ma di una comunicazione delle indagini». Da mesi al centro di polemiche feroci Cretarola aggiunge: «nel rispetto totale dell’operato della magistratura avrò finalmente modo di essere ascoltato e conoscere anche le accuse che, per ora, non mi sono state comunicate, non vedo l’ora di parlare: se finora ho preferito non commentare è stato per non alimentare la campagna mediatica contro di me e perchè temevo l’allungarsi dei tempi delle indagini».