Quanto basta per capire che con il suo spot ad effetto il governatore è già lanciato verso la candidatura bis, anche se non era questo l'argomento all'ordine del giorno di ieri: «Non si è parlato della mia candidatura, non è la sede. Il tema è come rilanciare l'azione amministrativa in questo anno che abbiamo di fronte, puntando su pochi ma essenziali punti». Quello della riduzione della pressione fiscale è centrale dopo la fase di risanamento dei conti: «Naturalmente non possiamo permetterci di dimezzare le tasse -spiega Chiodi- ma ci saranno importanti novità. Vogliamo anche rilanciare la legge sull'industria e blindare altre scelte importanti che verranno fatte dalla Giunta: non è possibile che una volta arrivati in Consiglio regionale certi provvedimenti vengano stravolti o bloccati». Probabilmente un riferimento alla legge Finanziaria, impugnata dal Governo Monti dopo gli emendamenti delle opposizioni.
Qualcosa in più sul tema delle tasse la dice l'assessore al Bilancio, Carlo Masci: «Stiamo valutando le risorse a disposizione, visto che oggi disponiamo di somme che prima venivano bruciate dal deficit della sanità. Puntiamo ad un programma lungo che arrivi fino al 2016 e che condivideremo con le parti sociali». La base di partenza è questa: la Regione incassa dalle addizionali Irpef e Irap circa 140 milioni di euro, 98 dei quali servono per le cartolarizzazioni che scadranno nel 2015. Le risorse al momento disponibili per una rimodulazione della pressione fiscale, ammontano dunque a circa 40 milioni, ma a queste si aggiungeranno appunto quelle che verranno liberate nel 2015 dalle cartolarizzazioni. Ecco perché Masci parla di programma a lungo termine e Chiodi punta alla candidatura bis, sapendo che dopo il tempo della semina, accompagnato da scelte spesso dure e impopolari, potrebbe arrivare quello del raccolto.
Nel mezzo ci sono però le difficoltà di un Pdl in caduta libera, che il coordinatore regionale del partito, Filippo Piccone non nasconde affatto: «Io la ricandidatura di Chiodi la dò per certa, anzi sono quello che la sollecita da tempo». Ma sull'esito del voto nei Comuni, sul quale si tirerà le somme fra meno di dieci giorni, le parole di Piccone si fanno meno rassicuranti per il suo partito: «Quando ci si divide, difficilmente si porta a casa il risultato e sono molte quelle che hanno indebolito il Pdl, anche se la maggior parte dei problemi riguardano questioni legate al territorio più che alla politica. La frammentazione -chiarisce il coordinatore- è però anche il frutto della debolezza di questa politica. Il nostro augurio è di recuperare gran parte delle forze moderate dopo le amministrative».