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Pescara, 05/04/2026
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Data: 28/04/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Spuntano i divieti di sosta e subito fioccano le multe. Rabbia e proteste a corso Vittorio, «il cartello non c’era»

I pali con i cartelli stradali sono comparsi all’improvviso su corso Vittorio Emanuele e i pescaresi hanno scoperto le nuove regole della sosta nel modo peggiore: con una multa. A decine ieri si sono ritrovati l’odiato foglio rosa sul parabrezza: 39 euro e passa la paura. Ma guai ad aspettare oltre il decimo giorno: chi se la prende comoda dovrà pagare anche la mora e la sovrattassa della notifica della Soget. «Un piccolo salasso e una grande arrabbiatura» commenta Enzo Appignani, residente su corso Vittorio Emanuele nonché noto presentatore tivù e di eventi a Pescara. Anche lui è stato raggiunto dalla sanzione, subito pagata. Ma l’amarezza, racconta, è tanta. «Ci si sente colpiti a tradimento dal Comune che evidentemente ha bisogno di fare cassa - aggiunge il malcapitato -. Avevo lasciato l’automobile alle 18 e due ore dopo, alle 20, ci ho trovato la multa e la stessa sorte è toccata a tutte le auto parcheggiate dietro la mia. Mi sono guardato intorno, ho chiesto al tabaccaio, al barista e al sarto che hanno attività nei pressi dell’incrocio con via Venezia e tutti hanno strabuzzato gli occhi: nessuno s’era reso conto che la nuova segnaletica fosse stata installata. Altro che avvisi di cortesia, altro che informazione capillare alla città, non appena il cartello è stato piantato i vigili urbani sono passati a fare le contravvenzioni» dice Appignani.
In verità l’amministrazione comunale aveva annunciato diverse settimane fa questa rivoluzione della sosta, salvo poi non applicarla nei modi e nei tempi stabiliti proprio per carenza di informazione ai cittadini-automobilisti. Alla vigilia della nuova ordinanza, il primo marzo scorso, erano duemila i residenti che non avevano provveduto a ritirare il permesso all’Urp del Comune. L’operazione venne fatta slittare al 19 marzo, ma anche in quel caso un migliaio i residenti era ancora privo del tagliando. La norma è stata quindi applicata gradualmente su varie strade dell’ampliata e riformata Ztl.
«Per corso Vittorio dobbiamo aspettare l’installazione della segnaletica, ci vorrà una decina di giorni» disse allora il dirigente alla mobilità, Fabrizio Trisi. Ci sono volute invece cinque settimane. I cartelli sono stati piantati ed è stata una strage annunciata: tra residenti senza tagliando, commercianti e clientela di passaggio, nessuno s’è salvato dalla multa.
In base alle nuove regole, va ricordato, ai residenti è consentito parcheggiare gratis e senza limiti di tempo la vettura autorizzata. Per la seconda auto i residenti hanno spazi disponibili all’area di risulta (a pagamento). I non residenti sono invece vincolati alla sosta di un’ora dalle 8 alle 21, regola che sorprende visto che il disco orario copre dalle 9 alle 20. Nelle intenzioni, l’ordinanza nasce a tutela di commercianti e residenti: la sosta oraria favorisce il ricambio di chi va in centro per fare acquisti, mentre chi ci abita è facilitato nel trovare un parcheggio. Ma tra regole della sosta e rivoluzione dei sensi unici, muoversi in centro è sempre più difficile. Senza considerare i blocchi del traffico legati a giovedì senz’auto e week end ecologici.
Proteste e lamentele arrivano in particolare da via Regina Margherita e via Mazzini. «Non tutti hanno avuto diritto al permesso di parcheggiare perché nell’ordinanza non sono specificati i numeri civici di chi è dentro e di chi è fuori della Ztl» si lamenta un residente. A dare indicazioni utili ad amici e clienti è il tabaccaio Andrea Di Sario: «I cartelli sono pochi e le multe fioccano - dice -. Ma il problema più avvertito qui è la mancanza di bus: li hanno cancellati tutti e spostarsi comporta disagi, specie agli anziani».

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