PESCARA. «Sulla vicenda relativa a presunte responsabilità della Regione in merito all’evento, non previsto né prevedibile, del sisma che ha colpito la città dell’Aquila, si è fatta parecchia confusione. L’errore fondamentale è stato quello di non comprendere o di aver fatto finta di non comprendere che l’allerta o l’allarme che la Protezione civile ha il compito di lanciare in casi del genere deve essere riconnesso ad una catena di comando che comprende prefetture e sindaci e non riguarda affatto la gestione delle conoscenze della popolazione». Lo ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante, ieri mattina nel corso di una conferenza stampa in un albergo di Sambuceto, con il presidente della Regione, Gianni Chiodi. La vicenda è quella della notizia resa nota dal Centro, nei giorni scorsi, della esistenza di un protocollo di intesa fra Regione Abruzzo (giunta di centrodestra a guida Giovanni Pace fra il 2000 e il 2005) e dipartimento di protezione civile (al cui vertice c’era Guido Bertolaso), che risale al 2004 è che è rimasto sulla carta.
«I protocolli a cui si fa riferimento», ha detto Giuliante, «sono protocolli multirischio. Quindi si riferiscono a problematiche che affrontano il rischio idrogeologico, il rischio idraulico, quello derivante da eventi di natura meteorologica oltre al rischio sismico. E’ evidente, però, che c’è una differenza sostanziale tra il rischio previsto e prevedibile come ad esempio quello determinato dal maltempo verificatosi nei mesi scorsi - circostanza per la quale il Centro funzionale ha allertato tutta una serie di soggetti operativi che fanno parte del sistema della Protezione civile al fine di garantire una risposta organizzativa adeguata - e il rischio non previsto né prevedibile generato da un sisma laddove, non appena viene a conoscenza di dati significativi, la Protezione civile è tenuta ad attivare le prefetture per le competenze comunali ed i sindaci per quelle comunali».
«Tuttavia», ha aggiunto l’assessore alla Protezione civile, «da nessuna parte, né dalle leggi citate, né dai protocolli, emerge un nesso di relazione tra la gestione dell’allarme e la comunicazione alla popolazione». Giuliante ha sostenuto, inoltre, che «quando si fa riferimento al sistema di comunicazione della Protezione civile, ci si riferisce solo a meccanismi endogeni, cioè alla gestione delle frequenze, alla possibilità di collegarsi alle strutture ubicate sul territorio ma mai si fa riferimento ad un obbligo di comunicazione verso l’esterno». L’assessore ha, poi stigmatizzato «l’utilizzo strumentale di una ricostruzione falsata dei fatti al fine di incidere sulle dinamiche della campagna elettorale in corso all’Aquila».
Chiodi, da parte sua, ha aggiunto alcune considerazioni di natura politica sulla vicenda. «Si è voluta artatamente diffondere una suggestione nella comunità aquilana ma, per fare chiarezza, come ci chiede il direttore di una importante testata giornalistica regionale», ha affermato il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, «sarebbe stato sufficiente interpellarci, sentire direttamente il presidente o l’assessore alla Protezione civile. Ma si sarebbe potuta anche contattare la Protezione civile nazionale. Così ci sarebbero stati i chiarimenti richiesti senza alimentare il fuoco di squallide polemiche elettoralistiche».
«Il punto è», ha aggiunto, «che la Regione e, nello specifico la Protezione civile regionale, ha fatto quanto era nelle proprie competenze e nelle sue possibilità ma è andata anche oltre. Infatti, proprio alle luce dello sciame sismico che per mesi ha interessato L’Aquila e il suo comprensorio, abbiamo convocato nel capoluogo di Regione sia l’Igv, l’Istituto nazionale di geofisica e di vulcanologia, che la Commissione grandi rischi tenendoci, al tempo stesso, in stretto contatto con la Protezione civile nazionale».
«In virtù di tutto ciò», ha concluso il presidente della Regione, «non appare possibile addossare tutte le responsabilità sulle spalle della Regione e della Protezione civile per scopi strumentalmente collegati alla campagna elettorale in corso all’Aquila».