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Pescara, 05/04/2026
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Data: 29/04/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Verso il voto in Abruzzo - Voto, all’Aquila test nazionale per Pdl e Pd. Il 6 e 7 maggio alle urne, in molti comuni centrosinistra e centrodestra frammentati (le sfide principali)

Nel capoluogo il Pdl rischia di non andare al ballottaggio A San Salvo strappo nella sinistra

PESCARA. Inizia l’ultima settimana di campagna elettorale per i candidati dei 53 comuni abruzzesi al voto il 6 e 7 maggio. E il dopo urne è già nella testa dei partiti, che dagli elettori attendono risposte preziose, non solo sugli assetti amministrativi, ma sul loro stesso futuro.
La composizione delle liste ha fornito già un’indicazione: il bipolarismo sembra finito, centrosinistra e centrodestra sono spaccati in molti Comuni, i partiti sono alla ricerca di nuove formule e di nuove motivazioni, le liste civiche si moltiplicano e il fenomeno Grillo (presente all’Aquila, Ortona, San Salvo, Montesilvano, Spoltore) sarà da valutare con attenzione. Sullo sfondo resta la Regione. Centrodestra e centrosinistra faranno l’esame del sangue al voto per carpire segnali utili alle elezioni del 2013.
L’AQUILA. Il primo caso è L’Aquila, considerato un test nazionale per i due schieramenti maggiori. Qui a soffrire è soprattutto il Pdl che si trova ad inseguire non solo il sindaco uscente Massimo Cialente (Pd), ma anche l’altro candidato dell’area di centrodestra, Giorgio De Matteis (Mpa con Udc e civiche). Dato a lungo per candidato di tutto il centrodestra (il governatore Gianni Chiodi aveva assicurato il suo appoggio), De Matteis è stato poi accantonato perché il Popolo della libertà non ha trovato l’accordo sulle primarie, cancellate a pochi giorni dalle celebrazioni. Il partito ha ripiegato su una candidatura della società civile, l’architetto Pierluigi Properzi, alla quale ha finito con l’aderire lo stesso Chiodi per disciplina di partito. Sull’altro fronte il centrosinistra sembra più compatto, ma solo se si osserva il Pd. Cialente perde però l’appoggio al primo turno dell’Idv e dei finiani, presenti con liste e candidati autonomi: Angelo Mancini (Idv: niente foto di Vasto, dunque) e Enrico Verini (Fli). E non riesce ad agganciare l’Udc che gli ha preferito l’alleanza con De Matteis.
Ma il malato vero all’Aquila è il Pdl che sconta divisioni interne e vecchie ruggini tra le componenti ex An, e ora teme di perdere anche l’appuntamento col secondo turno. Il coordinatore regionale Filippo Piccone ieri in una intervista a Rai3 regionale, ha assicurato che se De Matteis dovesse andare al secondo turno il Pdl lo appoggerà: una dichiarazione di fair play politico, ma anche di sfiducia nel risultato del suo candidato.
Una sfiducia che tocca altre importanti sfide: Montesilvano, Ortona, Avezzano, tutte con amministrazioni uscenti di centrodestra. Solo ad Avezzano il Pdl può sperare davvero di farcela. Perché negli altri comuni lo sfilacciamento del centrodestra non lascia ben sperare. Per esempio a Montesilvano.
MONTESILVANO. Con più di 52 mila abitanti, Montesilvano rappresenta un test decisivo sia per il centrosinistra che per il centrodestra. Il candidato del centrosinistra è Attilio Di Mattia dell’Idv, vincitore delle primarie e sostenuto da sette liste, Pd compreso. Dall’altra parte, il centrodestra si presenta diviso in due con il sindaco in carica Pasquale Cordoma - ex Pdl passato a Grande Sud quando il Pdl ha scelto di non puntare più su di lui - e con Manola Musa, assessore della giunta Cordoma appoggiata da Pdl e da altre quattro liste, compresa Montesilvano Futura che fa riferimento all’assessore regionale Carlo Masci. Ma in questa sfida nella sfida c’è un’incognita: è quella del Polo dell’Alternativa, fondato da un consigliere ex Pdl, Francesco Maragno. Maragno, dalla sua parte, ha anche Fli che schiera come capolista un altro ex Pdl della giunta Cordoma: è Carlo Tereo de Landerset, l’ex assessore ai Lavori pubblici che si è dimesso nel 2010 per i contrasti con Cordoma. Pesano sul voto a Montesilvano anche le inchieste giudiziarie sui politici: Cordoma è coinvolto in 6 indagini - il 6 aprile scorso è stato assolto da un’accusa di abuso d’ufficio -, nelle liste del centrodestra ci sono 5 tra indagati e imputati per reati contro la pubblica amministrazione e nel Pd, dopo l’esclusione dei rinviati a giudizio decisa la notte prima della presentazione delle liste, è rimasto soltanto un indagato per presunti incarichi clientelari all’Ato.
SAN SALVO. Un caso chiaro di sfilacciamento nel centrosinistra è invece San Salvo. I candidati alla carica di sindaco sono cinque, ma la partita è tutta interna al centrosinistra che si presenta diviso.
Da una parte Sel, Idv, partito socialista e San Salvo democratica (la formazione civica fondata dall’ex sindaco Gabriele Marchese) che appoggia l’ex assessore comunale Domenico Di Stefano, uscito vincente dalle primarie del nuovo centrosinistra.
E dall’altra Arnaldo Mariotti, ex sindaco, ex deputato, sostenuto dal partito democratico e da due liste civiche: Democratici per San Salvo e Città Unita.
Resta da vedere se la coalizione riuscirà a ricomporsi all’eventuale ballottaggio.
Una situazione che fa buon gioco a Tiziana Magnacca, aspirante sindaco del centrodestra (Pdl e due civiche, Città Nuova e Lista popolare), unica donna in corsa per lo scranno più alto del Comune.
Le divisioni nella coalizione di centrosinistra sono complicate dal fatto che San Salvo è da decenni una roccaforte della sinistra: prima di Marchese (che non è riuscito a concludere il suo mandato e si è dovuto dimettere un anno prima della scadenza naturale), la città è stata amministrata da Mariotti che a 65 anni suonati ha deciso di tornare in campo. Gli altri candidati sindaci sono Fabio Travaglini (Udc) e Marco Sabatini (San Salvo 5 stelle).

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