Sollecitata una riduzione significativa dei costi della politica
ROMA Alla vigilia dell’importante riunione del governo sul dimagrimento della spesa pubblica improduttiva, la Bce sprona il governo Monti a fare del tutto per rilanciare la crescita. E in questa prospettiva un’efficace spending review è condizione essenziale per trovare le risorse necessarie allo sviluppo, visto che le tasse sono già troppo alte. «Accorpare le province sarebbe l’unica vera misura di taglio dei costi della politica», si rileva a Francoforte.
Queste valutazioni sono contenute in un documento messo a punto dal team di esperti dell’Eurotower che monitora l’andamento dell’economia italiana, come quello degli altri sedici paesi che hanno adottato l’euro. Niente quindi a che vedere con la formalità della famosa lettera che il 5 agosto scorso l’allora presidente Trichet e il futuro numero uno della Bce spedirono a Berlusconi premier per chiedere subito riforme capaci di riportare sui mercati la fiducia verso l’Italia. E’ quindi solo un contributo di analisi arrivato da strutture tecniche, ma che Mario Draghi sia convinto che per tornare a crescere si debba passare anche attraverso tagli mirati alla spesa pubblica lo aveva già detto chiaro e tondo già nella sulla ultima relazione da governatore di Bankitalia a fine maggio.
E lo ha ribadito qualche giorno fa nell’audizione al Parlamento europeo su come mettere insieme il rigore nei conti con la crescita economica: meglio tagliare la spesa che aumentare le tasse, che sono recessive. E poi più concorrenza, più liberalizzazioni, più riforme. Il messaggio della Bce è uno sprone al governo Monti a ritrovare quello spirito costruttivo che a novembre, con l’Italia sull’orlo del baratro, ha portato alla nascita del nuovo esecutivo. A recuperare la spinta riformatrice che ha animato la prima fase del governo Monti. Gli obiettivi primari sono la crescita e il taglio della spesa, ma i «molti compromessi sulle liberalizzazioni hanno indebolito la riforma», fa notare l’Eurotower, così come «insistere tanto sull’articolo 18 rischia di distogliere dal punto fondamentale che era, ed è, creare lavoro».
Poi c’è il capitolo dei conti pubblici. Tra i tecnici del Monitoring team si ricorda che la famosa lettera di Trichet di agosto chiedeva che il bilancio fosse portato in pareggio nel 2013 «principalmente attraverso tagli di spesa». Ma le cose non stanno andando proprio così. Le fonti di Francoforte sentite dall’Ansa fanno infatti notare come l’aggiustamento punti sostanzialmente sulle entrate, a parte la riforma delle pensioni che la Bce ha ben apprezzato. Oggi a Roma si parlerà di revisione della spesa pubblica. Il ministro Giarda farà le sue proposte. E all’Eurotower c’è una grande aspettativa. L’attenzione è massima «per capire bene cosa c’è dentro», visto che la stagione dei tagli orizzontali del governo Berlusconi va decisamente archiviata. Di taglio delle Province non si parla certo da oggi, ma sinora è rimasto lettera morta. Quell’impegno va invece ripreso e onorato, trapela dalla Bce. «Si tratterebbe dell’unico vero taglio dei conti della politica, e in quanto tale riscuoterebbe consensi presso l’opinione pubblica e produrrebbe risparmi incisivi».