Alla Sevel, l'azienda più grande del gruppo Fiat in Italia con quasi 6mila operai, la Fiom ha vinto la causa e tornerà ad avere rappresentanti sindacali.
Alla Sevel, l'azienda più grande del gruppo Fiat in Italia con quasi 6mila operai, la Fiom ha vinto la causa e tornerà ad avere rappresentanti sindacali in azienda. La Sevel, joint venture Fiat-Psa (Peugeot-Citroen) e' il piu' grande stabilimento metalmeccanico d'Italia, il piu' grande d'Europa per la produzione di veicoli commerciali leggeri.
Il giudice ha accolto il ricorso della Fiom Chieti contro la decisione della Sevel spa di non riconoscere i 14 delegati nominati dal sindacato metalmeccanico della Cgil. Il giudice del lavoro, visto l'art.28 della legge n.300/70 (Statuto dei Lavoratori) ha dichiarato "l'antisindacalita' del comportamento della Sevel spa, consistito nell'aver negato l'efficacia e la legittimita' delle nomine dei dirigenti della Rsa Fiom presso l'unita' produttiva di Atessa e tutte le conseguente prerogative sindacali derivanti da tali nomine", si legge nel decreto.
Con questa sentenza il computo delle 61 cause in corso in giro per l'Italia vede sei tribunali che hanno condannato Fiat e 5 che hanno dato ragione al Lingotto. La sentenza del giudice Flavia Grilli sostiene che la Fiom debba essere rappresentata nonostante non abbia sottoscritto il contratto aziendale (come prevede l'articolo 19 dello Statuto dei lavoratori, modificato da un referendum negli anni novanta, e usato strumentalmente dalla Fiat proprio per estromettere la Fiom dalle sue fabbriche) perché la rappresentatività dei metallurgici della Cgil è dimostrabile. Ma con motivazioni nuove e in qualche modo paradossali: cita l'accordo interconfederale del 28 giugno e con l'articolo 8 del governo Sacconi (il famoso articolo Sacconi-Marchionne): due norme che la Fiom ha sempre contrastato e contro le quali, almeno nel secondo caso, ha minacciato di raccogliere le firme per un referendum abrogativo.
Soddisfazione è stata espressa dal segretario Fiom locale Marco Di Rocco: “La soddisfazione più grande è quella che la sentenza prevede che sia appesa in azienda per 20 giorni”, commenta ironico.