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Pescara, 05/04/2026
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Data: 01/05/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il giudice dice no alla Sevel reintegrati i delegati Fiom. Di Rocco: «Sacrifici ripagati». L’azienda: «Vedremo alla fine»

Ma il giudice del lavoro è stato di diverso avviso e ha ordinato alla Sevel di «cessare immediatamente dalla sua condotta, consentire la nomina della Rsa Fiom e riconoscere e garantire alla medesima l'esercizio di tutti i diritti previsti dallo statuto dei lavoratori».
Il giudice Grilli spiega le motivazioni in nove cartelle, tra questioni di fatto e di diritto. In estrema sintesi, sostiene che dell'articolo 19 dello statuto dei lavoratori, che consente la rappresentanza solo ai sindacati che hanno firmato il contratto collettivo, «possa essere effettuata un’interpretazione che, superata quella meramente letterale, consenta alla norma di esplicare la funzione di garantire l'esercizio dei diritti sindacali del Titolo III a tutte quelle associazioni sindacali che meritino tutela sulla base di una loro effettiva rappresentatività che possa essere verificabile in base ad elementi oggettivi». Insomma, per il giudice Grilli, che cita anche una sentenza della Corte Costituzionale, non si può negare rappresentanza in Sevel a un sindacato forte di tanti iscritti qual è la Fiom.
La Fiat, per ora, non entra nel merito. «Ci sono sentenze di diverso avviso, vedremo alla fine», si limita a dire l'ufficio stampa». Soddisfatto il segretario provinciale Fiom, Marco Di Rocco: «Una sentenza che ci ripaga di tante lotte, sacrifici, e del tentativo di emarginarci. Il giudice ha ribadito che esistono ancora le libertà sindacali e che tutti le devono rispettare. Adesso devono reintegrare i nostri quattordici delegati, anzi, iscritti alla mano, ora sono diciassette».
Plaude Rifondazione con Marco Fars e Riccardo Di Gregorio: «E’ stato riconosciuto che è illegittimo escludere dalle fabbriche un sindacato che non è d'accordo con il padrone». Il consigliere regionale dei Comunisti italiani, Antonio Saia, parla di «una sentenza destinata a fare chiarezza sui diritti di libertà sindacale garantiti ai lavoratori dalla nostra Costituzione». Esulta il coordinatore regionale di Sel, Gianni Melilla: «Ebbene sì, a Berlino c’è un giudice».


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