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Data: 01/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
La festa del lavoro - Primo maggio con seimila posti a rischio. Oggi Festa del lavoro mentre si aggrava la crisi in Abruzzo: 97 aziende in difficoltà

OCCUPAZIONE La Uil: L’Aquila doveva diventare il più grande cantiere d’Europa e ha perso 3.500 addetti

PESCARA. E’ un Abruzzo nel pieno della crisi quello che oggi celebra oggi il 1º maggio Festa del lavoro. Le cifre che riguardano il lavoro - o meglio la sua progressiva rarefazione - sono allarmanti. La Uil, ieri, ha diffuso le più recenti: 97 casi di crisi aziendale in Abruzzo che coinvolgono un totale di oltre 20mila occupati, con più di 6.000 posti di lavoro a rischio, di cui almeno 1.350 già perduti.
Numeri che si sommano alle previsioni pessimistiche sul calo degli investimenti da parte delle aziende che, già forte negli ultimi sei mesi del 2011, si accentuerà ancora di più da qui al prossimo mese di giugno.
Il rapporto diffuso ieri dalla Uil sottolinea come sia il settore metalmeccanico a pesare soprattutto sulla crisi con 51 aziende in crisi (11.700 occupati) e 3.300 posti a rischio.
«Causa principe delle crisi», ha spèiegato Roberto Campo, segretario regionale della Uil, «è il calo-crollo di mercato che in alcuni casi d luogo anche a crisi finanziarie. Pochissime aziende stanno facendo investimenti. Gli epicentri della crisi sono la mancata ricostruzione dell’Aquila. Doveva diventare il più grande cantiere d’Europa, e invece ha perso 3.500 addetti in edilizia. Seguono la crisi dell’indotto dell’edilizia e del metalmeccanico; la crisi dell’auto; la crisi della Honda; nuovi episodi della ritirata delle aziende del tessile-abbigliamento che non sanno rispondere con il salto di qualità alla concorrenza da costi, cinese e non solo».
L’analisi degli andamenti della cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga nei due trienni 2006-2008 (pre-crisi) e 2009-2011 (il triennio della crisi) evidenzia, secondo la Uil, le peculiarit della crisi nelle diverse province. «L’Aquila, vecchia deindustrializzazione più mancata ricostruzione», sottolinea Campo, «Pescara, nuova deindustrializzazione più mancata qualificazione del terziario; Chieti e Teramo, province industriali colpite dalla crisi industriale, seguita alla crisi finanziaria».
La preoccupazione maggiore, per il sindacato, è che si sia interrotta la risalita dell’occupazione. Nel 2009, andarono perduti 24.000 posti di lavoro rispetto al 2008. Nel 2011, ne erano stati riconquistati 12.000.
«Ma il nuovo calo del Pil, dopo l’exploit del 2010, riporta l’Abruzzo», dice Campo, «è sotto la media nazionale per crescita della ricchezza».
Per la Uil, è decisiva la battaglia che deve essere condotta a livello europeo «per convincere la Germania che un po’ di inflazione va sopportata, ed è forse persino benefica per aiutare la ripresa». La Uil insiste poi sul fatto che «si deve distinguere tra investimenti e debito, e che l’occupazione va difesa ed aumentata prima del valore della moneta, che invece sembra essere l’unica preoccupazione della politica economica europea».
«La cosa più importante da fare», conclude Roberto Campo, «è alleggerire il carico fiscale sul lavoro, modulando le aliquote per superare il sistema dell’aliquota unica, che contraddice il principio costituzionale della progressività del prelievo. Né l’Italia né l’Abruzzo possono accontentarsi dell’export, che pesa solo per un quinto dell’economia, ma devono rilanciare i consumi interni».
Su questo tema, la Uil Abruzzo convoca una sessione straordinaria del suo comitato centrale in piazza, il prossimo 9 maggio, per varare la piattaforma regionale, provinciale e comunale sul fisco.
Nel frattempo, oggi si festeggia il lavoro. Sperando che torni.

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