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Data: 01/05/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Scritta fascista sul bus il Comune: un fatto grave. L’opposizione attacca: c’è un clima di impunità

Manifesti, striscioni, scontri tra giovani di opposte fazioni. E il 25 aprile su via Appia Nuova, sul display di un benzinaio compaia la scritta «Duce a noi» e «Duce duce» al posto del carburante. Ieri un dipendente dell’Atac ha pensato bene di lanciare sul display dell’autobus nella rimessa il messaggio «Onore al Duce». «E’ l’ennesimo risultato della parentopoli ideologica che ha caratterizzato le aziende - commenta il segretario del Pd di Roma Marco Miccoli - gli assunti sono stati reclutati negli ambienti dell’estrema destra romana: tra loro ormai c’è un senso di impunità, in Atac come in tutta la città». Miccoli ricorda i manifesti che inneggiano alla Repubblica di Salò, gli striscioni di Lotta studentesca, le contestazioni all’ex partigiano Mario Bottazzi, alla vigilia della festa della Liberazione da parte di alcuni studenti di estrema destra. Annullata in extremis (in programma il 4 maggio) dal sindaco la presentazione di un’edizione del libro di Nietsche «Così parlò Zarathustra» dell’ex terrorista Francesco Freda, pluricondannato per varie stragi.
L’onore al Duce, stavolta è comparso sul display di un mezzo pubblico, la foto diffusa da un blog, è stata segnalata ad Atac che su Twitter annuncia un’indagine in corso per individuare il responsabile della provocazione. «Ci stiamo lavorando» ripetono mentre l’assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma, condanna «il gesto grave che non rappresenta la città di Roma e non lede solo l’immagine dell’Azienda di trasporto pubblico ma l’intera città». Aurigemma chiede di accertare le modalità dell’accaduto in modo da applicare provvedimenti disciplinari. L’opposizione punta l’indice sul «clima d’impunità» che respirano in città quanti ancora simpatizzano per l’ideologia fascista. E sui tanti esponenti dell’estremismo riciclati nelle municipalizzate, da Stefano Andrini a Francesco Bianco». Teste rasate, saluti romani, si rivedono orgoglioso. «Un clima creato dal 2008, qualcosa è successo in questa città - ancora Miccoli - anche solo dal punto di vista del degrado culturale. Ed è umiliante per Roma quello che è successo nella rimessa di Acilia, non dovrebbe essere complicato per Atac scoprire chi è stato».
«Una squallida vicenda - per Massimiliano Valeriani, consigliere comunale - conseguenza si quattro anni di governo di un’amministrazione che non ha mai negato il suo passato, ma soprattutto ha con atti e fatti coccolato questa cultura di destra». CasaPound anche - oltre a Parentopoli - è nel mirino dei nemici di Alemanno: sotto accusa la protezione di cui godrebbe, «il Comune ha acquistato e assegnato all’associazione di estrema destra lo stabile che occupa in via Napoleone III, stanziando in bilancio 11 milioni di euro». L’allerta contro il rigurgito fascista, ha caratterizzato anche la recente festa del 25 aprile. «Quel messaggio sul display è apologia del fascismo», attacca il consigliere comunale del Pd Dario Nanni che annuncia un’interrogazione in Consiglio e mette in relazione la vicenda con la recente uscita dall’aula Giulio Cesare dei consiglieri del Pdl durante il minuto di silenzio per Sasà Bentivegna, capo partigiano morto a 90 anni. Il senatore dell’Italia dei Valori Stefano Pedica parla di «bus fascisti» e chiede ad Alemanno di condannare il gesto. «Conclusione da basso impero», così bolla l’ultima provocazione il segretario Cgil di Roma e Lazio, Roberto Giordano.
«Non vedo nessun rigurgito fascista in città - è invece il parere di Luca Gramazio, capogruppo Pdl in Campidoglio - è un gesto che espone l’Amministrazione a critiche, in quanto sono mezzi di proprietà del Comune, ma è un nesso pretestuoso. E’ evidente che sono cose che non vanno fatte, ma non creiamoci un teorema dietro. Piuttosto c’è bisogno che tutti quanti, da destra a sinistra, si lavori per mantenere un clima sereno, perché chi amministra deve dare il buon esempio, in modo che si riverberi nella città e certi episodi non accadano». Parla di «polemica desolante» il presidente della commissione Mobilità Roberto Cantiani. E «di ignobili polveroni da parte dell’opposizione», il vice presidenre Maurizio Berruti. Torna a parlare di assunzioni Roberto Angelini, membro della commissione capitolina: Miccoli dovrebbe fare più attenzione prima di parlare. Per evitare l’ennesima gaffe era sufficiente confrontare le assunzioni senza concorso e a tempo indeterminato operate nel biennio 2007-2008 da Atac, Metro e Trambus e confrontarle col periodo successivo. Quando il sindaco non era certamente Alemanno sono state assunte la bellezza di 1.694 persone, nel biennio successivo 1.462 unità». Chiede di non «gettare benzina sul fuoco perché il clima a Roma è già abbastanza teso», Paolo Voltaggio, vicecapogruppo Udc in Comune.

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