Alemanno non è proprio fortunato con i neofascisti. Amici o nemici fanno il possibile per creargli problemi. E c’è riuscito quel nostalgico che su un autobus dell’Atac ha pensato bene di scrivere nel display luminoso dove è segnata la linea, «Onore al Duce». La notizia fa il giro mediatico, prima internet, poi le tv e tutti i mezzi di informazione. Le polemiche colpiscono il sindaco, torna alla mente quel dibattito con Freda, che Alemanno ha dovuto stoppare in extremis. Anche ora che un cretino ha scritto quella frase, a torto o a ragione (direi più a torto) è chiamato in causa. Tutto va bene in vista delle prossime amministrative. E Storace tira una frecciata velenosa al suo vecchio compagno di partito con una battuta che vorrebbe essere simpatica e invece è solo un siluro. «È una volta tanto apprezzabile - dice il leader de la Destra - il silenzio di Alemanno su una scritta su un bus. In fondo si tratta di un semplice camerAtac». Complimenti. Il problema è che la Capitale, a 67 anni dalla fine della guerra e del fascismo, non ha proprio bisogno di questi rigurgiti nostalgici. Alemanno dovrebbe impegnarsi di più per tenere alla larga chi invece di aiutarlo ad amministrare una città difficile come Roma fa il possibile per metterlo in difficoltà. Perché piaccia o meno, alla fine, anche davanti al gesto di qualche scellerato lo sguardo va sempre al Campidoglio. Così l’occasione è ghiotta per ritirare in ballo la parentopoli all’Atac, la presenza di qualche personaggio discutibile (come se in passato fossero stati tutti rappresentanti della Camera dei Lord). Tutto va bene per lanciare l’anacronistico allarme sul pericolo fascista. Un consigliere comunale del Pd, Dario Nanni, arriva a dire che «è l’ennesima prova che queste cose nella nostra città possono accadere solo con Alemanno sindaco». L’autore di quel gesto stupido forse nell’azienda dei trasporti è arrivato in altri tempi e con altre amministrazioni. Ma nella polemica politica tutto fa brodo. E non si fa pregare il segretario del Pd Marco Miccoli: «Se i fascisti con Alemanno si sentono padroni della città (e anche dei suoi autobus), un motivo ci sarà...» e aggiunge: «Con Alemanno, lo scandalo Parentopoli ha portato in Atac all'assunzione senza concorso e a tempo indeterminato di migliaia di simpatizzanti ed estremisti di destra». La giunta risponde con l’assessore alla mobilità, Antonello Aurigemma, che chiede di punire l’autore di quel gesto, l’Atac annuncia un’inchiesta interna e per il dipendente colpevole scatteranno provvedimenti disciplinari e sarà informata l’autorità giudiziaria. Comunque se quel signore voleva dire una cosa di destra, in realtà ha scritto solo una fesseria e in pratica un piacere lo ha fatto. Alla sinistra e agli avversari di Alemanno.