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Data: 01/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Imu, la rivolta fiscale divide i sindaci. L’Anci dice no alla Lega Nord, ma chiede che l’imposta resti in gran parte ai Comuni

ROMA. La Lega Nord incita Comuni e cittadini alla disobbedienza proponendo una «rivolta fiscale» contro la tassa sulla prima casa, l’Imu. E mentre il triumviro Roberto Maroni annuncia che «la sacrosanta protesta» del Carroccio contro «il pizzo di Stato» sulla prima abitazione «sta raccogliendo centinaia di proseliti» tra i sindaci di Pd e Pdl, l’Anci frena. «Non cerchiamo scorciatoie, lavoriamo per avere un’Imu più giusta» ha detto Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’Associazione che raccoglie i municipi italiani.
L’introduzione dell’imposta sull’immobile agita la Lega decisa a contrastare il governo «Monti-Dracula», come lo ha definito l’ex ministro che ieri ha garantito: «Contrasteremo l’Imu con iniziative dei Comuni, fino all’obiezione fiscale dei cittadini». Per Maroni «se non si reagisce fra poco ci ritroveremo di nuovo il podestà». Ma la ribellione acclamata dai vertici leghisti non convince tutti i sindaci. «Con la Lega si va a sbattere nel fallimento» ha commentato il primo cittadino di Bologna Virginio Merola. Contrario all’evasione anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. L’Anci sta preparando una mobilitazione a Venezia, il 24 maggio, contro la «patrimoniale mascherata», e domani lancerà la sua campagna informativa sulla «tassa dello Stato».
Delrio ha precisato la loro posizione: «Vogliamo che a questa imposta venga restituita la sua caratteristica originale: che rimanga sul territorio e vada alle amministrazioni locali. Lo Stato aveva tutto il diritto di fare una tassa patrimoniale, ma non di confonderla con le imposte comunali. Per ultimo - conclude Delrio - trovo poco serio da parte del Governo riservarsi di modificare le aliquote a fine anno. Non funziona così, se a fine anno non ci sono soldi, nei Comuni si tagliano le spese». Merola rilancia la proposta di «portare le entrate Imu al 75 per cento per i Comuni e diminuire il fondo di riequilibrio nazionale di 2,5 miliardi lasciando i rimanenti 5 miliardi ai Comuni che non pronti all’autonomia fiscale». Mentre il sindaco di Vicenza Achille Variati, contrario alla ribellione fiscale, chiede di limitare l’imposta a quest’anno: «Se è vero che l’Italia era a un passo dal default e che serviva uno sforzo eccezionale di tutti, l’Imu deve contribuire solo per il 2012». Il leader del Pd Pier Luigi Bersani invece, rilancia l’idea di una patrimoniale per i ricchi: «L’Imu è pesantissima, avevo chiesto di affiancare l’imposta sui grandi patrimoni finanziari, ancora si può fare». Secondo Nichi Vendola, leader di Sel, quella sulla casa è «la patrimoniale per i poveri, in un paese che non ha il coraggio di farla sui ricchi».
Intanto l’Anci sta lavorando ad un piano che, dal 1 gennaio 2013, tolga definitivamente dalle mani di Equitalia la riscossione coattiva dei crediti per conto dei Comuni. «L’idea - ha detto Guido Caselli, delegato finanza locale Anci - è di prevedere più possibilità a scelta dei comuni: dall’internalizzazione del servizio ai consorzi pubblici».

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