Ira del Pdl: non ci può intimidire. Bondi supercommissario
ROMA - Enrico Bondi nominato supercommissario del governo per la revisione della spesa pubblica nell’ambito della spending review, ma per ora «non è scongiurato l’aumento dell’Iva a ottobre». Mario Monti ha il tono determinato quando spiega che ci sono poche speranze di non aumentare la tassa sui consumi. Perché, osserva, «bisogna ricordare come siamo arrivati a questo aumento». Ovvero, con un Paese che ha sperperato molte risorse. E prende di petto quei partiti, come il movimento 5 Stelle e la Lega Nord, ma anche il Pdl, che incitano alla rivolta fiscale contro i quali, senza tuttavia nominarli, manifesta il proprio «sdegno»: «Tutti invocano la riduzione delle tasse. Sembra quasi che il governo si diverta. Chi continua a parlare di questo, sappia che gli italiani non sono sprovveduti». Se c’è un carico fiscale pesante, ciò è «responsabilità di scelte sbagliate del passato». E di politiche «non serie».
Non nomina Silvio Berlusconi, né il Pdl, ma accusa: l’Ici sulla prima casa non doveva essere abolita (dal governo del Cavaliere, ndr). Con tono perentorio, scandisce: «Se oggi c’è l’Imu, bisogna accettare l’amara verità che 3 anni fa è stata abolita l’Ici senza valutare le conseguenze». Il premier sembra togliersi più di un sassolino quando a chiare lettere afferma il proprio «sdegno»: «Chi ha governato, chi governa e chi si candida a governare non può giustificare l’evasione fiscale, né tanto meno istigare a non pagare le tasse o a istituire personali ed arbitrarie compensazioni fra crediti e debiti verso lo Stato». Ed avverte: «Altri sono i modi con cui un Paese serio può risolvere i suoi problemi». Parole che vanno dritte al cuore del Pdl. Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera, dichiara di essere «molto sorpreso di fronte al rifiuto secco e anche un po’ sprezzante della proposta avanzata sulla compensazione debiti-crediti verso lo Stato, una indicazione che richiederebbe approfondimenti e riflessioni, non battute televisive». Osvaldo Napoli a testa bassa: Monti «non può intimidire il Pdl». Interviene anche Maurizio Lupi: «La diversità di idee e proposte è una ricchezza e non lesa maestà».
Ma il premier mette al primo posto la «crescita» al di là delle polemiche politiche. Avverte: il governo si sta impegnando a fare «le cose migliori per la salute economica, che di solito coincidono con le misure chieste dall’Europa». Ma il mondo «politico, sindacale o industriale, se vuole, può distruggere in pochissimi giorni» la «credibilità» del governo acquisita in Europa e nel mondo. Per questo la sfida della spending review punta alla crescita: la gente ha «consapevolezza delle difficoltà essendo venuta meno la situazione di nirvana». Secondo, bisogna affrontare «i nodi strutturali». L’obiettivo previsto può sembrare «esiguo», per gli italiani che devono affrontare «sacrifici», ma «vorrei che apprezzaste l’ambizione dell’obiettivo, di riduzione della spesa del 9 per cento, di 80 miliardi».
Durante la conferenza stampa, a Palazzo Chigi, al suo fianco c’è Enrico Bondi, gran fama di risanatore a Montedison e Parmalat. Alla sinistra, Piero Giarda. Monti esprime gratitudine a entrambi, ma soprattutto a Bondi che è «la persona più rispettata e nota in Italia per la sua inflessibile attività di ristrutturatore e tagliatore di costi». Bondi ha chiesto di non ricevere alcun compenso, ma nel governo si ipotizza un rimborso spese di 150 mila euro. Avrà ampi poteri che gli sono stati conferiti con il decreto legge che lo nomina. Per il coordinamento generale delle attività di spending review sarà formato il Comitato dei ministri per la revisione, presieduto da Monti, con i ministri Piero Giarda, Filippo Patroni Griffi, il vice-ministro Vittorio Grilli ed il sottosegretario, Antonio Catricalà. Il Cdm ha conferito inoltre all’economista Francesco Giavazzi l’incarico di consigliere per gli aiuti alle imprese. Torna in campo Giuliano Amato, con l’incarico di fornire analisi sul finanziamento pubblico dei partiti ed eventualmente dei sindacati. Sulla nomina di Bondi il Pdl, attraverso Cicchitto, ha espresso forti perplessità. Il Pdl accusa Monti di aver cambiato le carte in tavola. Le nomine non sono state comunicate in anticipo e a Bondi sono stati attribuiti troppi poteri. Per Monti anche la Rai va risanata. «Chi vuole diminuire le tasse sa che è necessario rivedere enti e società, compresa la Rai, dove la logica della trasparenza, del merito, dell’indipendenza politica non è garantita». Tassare i capitali nelle banche svizzere non è all’ordine del giorno. La Svizzera, per prima cosa, deve rispettatare i trattati «