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Data: 01/05/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Lega, espulsione per Stiffoni Sospetti su 4 milioni di euro

I magistrati di Milano indagano sul conto corrente del Carroccio a Palazzo Madama Nel mirino assegni circolari e prelievi cash. Maroni: «Il senatore è fuori dal gruppo»

MILANO. Operazioni sospette per quasi quatto milioni di euro compiute con il denaro pubblico assegnato al gruppo della Lega al Senato. È questa l’accusa che nei prossimi giorni potrebbe essere contestata al parlamentare del Carroccio, Piergiorgio Stiffoni, dai pm di Milano. Una nuova tegola, per la Lega di Roberto Maroni che nel pomeriggio di ieri, alla fine del consiglio federale tenutosi in via Bellerio, ha annunciato la cacciata di Stiffoni dal partito. «E’ stato messo fuori», ha detto Maroni.
Il senatore Stiffoni aveva da Via Bellerio la delega a gestire i soldi del partito a Palazzo Madama. Ma poi, lo scandalo dei 200mila euro investiti in diamanti assieme all’ex tesoriere Francesco Belsito e a Rosi Mauro, lo aveva costretto a fare un passo indietro e ad autosospendersi dal partito. E ieri è arrivata l’espulsione.
Sotto la lente dei magistrati della procura di Milano, che indagano sulla distrazione di fondi pubblici da parte del Carroccio, c’è un numero imprecisato di operazioni già segnalate da Bankitalia - emissione di assegni circolari e prelievi di contanti - di cui si ignora ancora la causale, ma che certamente sono state eseguite dal conto delle Lega presso la filiale Bnl del Senato a firma Stiffoni. Conto sul quale confluiscono finanziamenti per 6 milioni di euro l’anno.
Stiffoni sarà convocato a palazzo di giustizia nei prossimi giorni per dare chiarimenti. Ed è probabile che i pm decidano di sentirlo come indagato per peculato. La posizione del senatore si era già compromessa lo scorso 20 aprile, nel corso della prima deposizione davanti al procuratore aggiunto Alfredo Robledo. Il senatore, sentito in merito all’acquisto di diamanti, venne ascoltato anche sul conto parlamentare del Carrocio. Ma di fronte a risposte che non quadravano con i primi accertamenti, i pm hanno preferito interrompere le domande sul tema, perché in caso contrario avrebbero dovuto procedere con la sua iscrizione nel registro degli indagati a titolo di garanzia.
Quindi il 27 aprile è stato sentito Federico Bricolo, capogruppo della Lega in Senato e dunque titolare della firma sul conto in Bnl. Da quanto trapela, il senatore ha negato di essere a conoscenza di quello che faceva Stiffoni su tale conto e di essersi sempre fidato di lui.
Nel frattempo continuano anche le indagini su Belsito e sulla società con sede a Lugano - la Aurora - che il tesoriere avrebbe utilizzato per investire denaro della Lega e riciclare capitali sporchi.

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