SULMONA. Il Comune fa installare i microchip su autobus e mezzi della nettezza urbana ma poi non rinnova la convenzione e il servizio resta a metà. I dispositivi sono stati installati, oltre un anno fa, in una ventina di veicoli tra autobus urbani e mezzi della nettezza urbana, per una spesa di circa 20mila euro, con l’obiettivo di migliorare il servizio e intervenire su eventuali anomalie tutelando anche i dipendenti. Il sistema di controllo elettronico serve a registrare il percorso svolto dai veicoli in cui è installato e, quindi, a rilevare eventuali anomalie o cambi ingiustificati di itinerario. Non ultimo registra la velocità media con cui procedono i mezzi, una condizione fondamentale, spesso, per riscostruire la dinamica e attribuire le responsabilità nel caso di incidenti stradali. Quest’anno, anche a causa dei pesanti tagli sui trasferimenti ai Comuni da parte della Regione, l’amministrazione non ha rinnovato la convenzione con il gestore del servizio e ciò ha determinato un taglio al servizio. A conti fatti, il settore trasporti ha ricevuto circa 60mila euro in meno di contributi, una situazione che, nelle ultime settimane dello scorso anno, ha messo seriamente a rischio il regolare svolgimento del servizio. Dal Comune, comunque, fanno sapere che, nonostante gli ostacoli di natura economica, «il servizio standard di controllo elettronico dei mezzi è comunque garantito», e si difende l’importanza dell’attivazione del monitoraggio anche per una maggior sicurezza del personale in servizio e degli utenti trasportati nel caso degli autobus urbani. Resta, inoltre, ancora irrisolta la questione dell’autobus elettrico, acquistato negli anni scorsi per oltre 200mila euro ma mai utilizzato. L’assessore ai trasporti Mauro Tirabassi sta valutando l’opportunità di rimetterlo su strada. L’alternativa è acquistare un altro mezzo a basso impatto ambientale. A breve, però, sarà operativo il nuovo piano trasporti che prevede quattro nuove fermate urbane, orari modificati in base all’arrivo e alla partenza dei treni e alla apertura e alla chiusura delle scuole, la cancellazione di qualche corsa ritenuta inutile e l’arrivo, in centro storico, di mezzi elettrici e ibridi per limitare l’inquinamento. Tra i risultati più attesi l’istituzione, dopo oltre 10 anni di richieste, della fermata fuori alla casa di reclusione di via Lamaccio. Sarà la linea C a trasportare dipendenti e familiari dei detenuti nel super carcere.