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Data: 02/05/2012
Testata giornalistica: PrimaDaNoi
Festa dei lavoratori insanguinata: muore operaio nell’aquilano. L’uomo stava lavorando nonostante il giorno di festa

L'AQUILA. E’ caduto dall'impalcatura al terzo piano ed è morto nel giorno della Festa del Lavoro. E’ stato subito soccorso ma per lui non c’è stato nulla da fare, è morto prima di arrivare all’ospedale.
La vittima è un operaio romeno, Vasile Copil, di 51 anni, che stava lavorando in un cantiere a Rocca di Cambio, nonostante la giornata di festa. Dal primo gennaio ad oggi sono morti sui luoghi di lavoro 163 lavoratori. Quello di oggi è il quarto morto in Abruzzo dall’inizio dell’anno, un decesso che per ironia del destino arriva proprio nel giorno dedicato ai lavoratori. Un giorno come un altro, però, per Copil che era andato regolarmente a lavoro.
L'operaio, era dipendente della cooperativa 'Rocca di Cambio' di Roma, e come faceva da qualche settimana stava lavorando nel cantiere di un residence alla periferia del paese. Secondo una prima ricostruzione della dinamica l’operaio si sarebbe sporto per prendere alcuni materiali all'impalcatura del piano superiore. All’improvviso, però, ha perso l'equilibrio ed è caduto a terra. Fatale la caduta da quasi dieci metri d’altezza. A dare l'allarme è stato un altro operaio che si è subito accorto che il collega era finito a terra. Sul posto è intervenuto l'elisoccorso del 118 dell'Aquila, ma l'uomo è morto pochi minuti dopo l'arrivo dei sanitari che hanno cercato di rianimare Copil, praticandogli prima il massaggio cardiaco e utilizzando poi un defibrillatore, ma l'uomo è morto pochi minuti dopo, prima che venisse caricato sull'elicottero. L'autorizzazione alla rimozione della salma è quindi arrivata dal magistrato di turno, il sostituto procuratore, David Mancini, titolare dell'inchiesta: non si conosce il motivo per il quale gli operai fossero al lavoro nonostante il giorno festivo.
Il cantiere è stato posto sotto sequestro dai Carabinieri. Il sindaco di Rocca di Cambio, Gennaro Di Stefano, è impressionato dalla morte, nel giorno della Festa del Lavoro, dell'operaio romeno che lavorava nel cantiere del paese. «Non lo conoscevamo di persona, visto che la ditta è di Roma - ha spiegato Di Stefano - ma c'é il dolore forte in paese per questa morte. Purtroppo incidenti sul lavoro continuano a capitare per l'incuria, l'incoscienza, la mancanza di un minimo di protezione, accortezza e rispetto delle regole. Più succedono - ha aggiunto - e più non si prendono provvedimenti».
Ottaviano Scipione del coordinamento Pcl Abruzzo chiede quanto valga la vita di un lavoratore per i padroni delle villette e per le "cooperative" che autorizzano il lavoro nei giorni di festa. «Ci chiediamo dove sia il controllo sulle attività lavorative sul territorio (nazionale) e quale saranno le misure repressive per punire chi fa lavorare i propri dipendenti (non ci venga a dire "soci") proprio in spregio della festa dei lavoratori».
E questa mattina in tutto Abruzzo sono comparsi manifesti shock di CasaPound con la scritta ‘Buon 1°maggio, lavoratore suicidato’. Uno striscione davanti a ogni cimitero d’Italia. La provocazione è targata Blu, Blocco lavoratori unitario, sindacato nato in seno a CasaPound Italia, che aveva già messo a segno negli ultimi mesi due azioni contro i licenziamenti avviati dall’azienda di autotrasporto trentina Arcese e dalle Officine meccaniche ferroviarie del Salento e un blitz coordinato in una cinquantina di città italiane contro la riforma del lavoro e la modifica dell’articolo 18.
Anche questa volta, l’azione è stata compiuta simultaneamente in una cinquantina tra città e piccoli centri dal Nord al Sud del Paese.

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