PIETRACAMELA. Il ponte del 1º maggio è saltato e per tutto il mese i motori resteranno spenti. La manutenzione lunga della cabinovia dei Prati di Tivo terminerà a giugno.
Solo in quel momento l’impianto, fermo da Pasqua e che avrebbe dovuto rilanciare le ambizioni turistiche della stazione sciistica del Gran Sasso, riprenderà a funzionare a pieno regime. La versione ufficiale è che la cabinovia è sottoposta a un intervento ordinario di sistemazione in vista della stagione estiva. Sullo sfondo della chiusura non proprio breve, visto che ad esempio il 1º maggio dell’anno scorso l’impianto era aperto, ci sarebbero anche le difficoltà di gestione da parte della Sangritana. La società, come evidenziato poco prima di Pasqua in un incontro in Provincia, aveva annnciato la disdetta del contratto con la Gran Sasso Teramano spa, proprietaria della cabinovia, per la sproporzione tra costi, ricavi e durata limitata dell’affidamento per soli tre anni.
Ad appesantire la situazione è stato anche il collocamento in ferie dei sei dipendenti della Siget che si occupano del funzionamento tecnico della struttura. I tempi, dunque, si sono allungati ma a quanto pare è stata trovata una soluzione che garantirà l’apertura dell’impianto per la stagione estiva. I tecnici della Siget, che hanno sempre tenuto sotto controllo i macchinari, nei prossimi giorni dovrebbero tornare al lavoro per rimettere in piena efficienza la cabinovia in vista della ripresa dell’attività.
La Sangritana del presidente Pasquale Di Nardo, avrebbe ricevuto rassicurazioni dai soci della Gran Sasso Teramano spa, Provincia, Camera di Commercio e Comune di Pietracamela, che renderebbero meno pesante l’ultima fase di gestione della struttura per la quale la ditta di trasporti sborsa circa 400mila euro l’anno. Il 30 settembre, poi, la convenzione arriverà a scadenza naturale. Per quel periodo, dunque, la spa titolare dell’impianto costato 12 milioni di euro ancora da recuperare tramite i Fas indirà una nuova gara, magari per una gestione con criteri diversi.