Si avvia a conclusione una campagna elettorale dove il tema della ricostruzione, della gestione del post terremoto, è stato dominante. Pressoché unico. L’Aquila è una città devastata e forse si meritava molto di più. In queste ore arrivano i big della politica nazionale a promuovere i diversi candidati. Viene quasi da rimpiangere la presenza di Silvio Berlusconi, osannato o criticato, ma carico di idee e proposte. Adesso tutti parlano dell’Aquila ma forse non si rendono conto di quello che c’è e di quello di cui c’è bisogno. Sfilano tutti, dalla destra alla sinistra. Ieri sono arrivati Bersani per sostenere Cialente, Alfano per Properzi, Cesa per De Matteis. Proposte, idee, suggerimenti. Tante chiacchiere da stordire un elettorato ancora stordito da quella terribile scossa di tre anni fa. Una campagna elettorale masticata e consumata in poco più di un mese, quando negli ultimi tre anni si poteva costruire un percorso fatto di storie, di facce, di gente e di proposte. «Cinque idee precise e concrete per sbloccare la ricostruzione all’Aquila e fare partire l’azione di rilancio della città e del comprensorio colpito dal sisma» sono state proposte dal segretario dell’Udc Lorenzo Cesa a Pierluigi Bersani e Angelino Alfano. Idee che partono dalla semplificazione della norme per sbloccare le pratiche degli edifici E per arrivare a un piano di sviluppo, denominato "Cresci L’Aquila", in cui i 90 milioni di euro del ministero dell’Economia per il de minimis alle imprese vengano integrati con la quota dei fondi comunitari. E mentre Cesa, che sostiene De Matteis, lancia proposte Pierluigi Bersani ha ribadito: «Abbiamo L’Aquila nel cuore in queste elezioni si gioca il futuro. C’è bisogno dell’aiuto di tutti e noi lo garantiamo assolutamente. C’è bisogno dell’orgoglio aquilano e di chi lo possa interpretare». Che con parole concrete si tradurrebbe: «C’è bisogno di chi è stato qui dal primo giorno. Una ricostruzione seria si fa con le persone per bene. Avevamo detto che l’emergenza, che il primo intervento, andava subito collocato al processo di ricostruzione, di legislazione, di risorse certe e a meccanismi che non fossero commissariamenti». Ovvero Cialente è l’unica scelta. Alfano ha cercato di rendere meno torbide le acque del centrodestra sostenendo che chi appoggia Properzi è nel Pdl, gli altri, quelli che hanno scelto la strada De Matteis non rappresentano il partito. Ha sottolineato quindi che Properzi non è stata una scelta calata dall’alto ma suggerita dagli aquilani. Forse qualcuno rimane con il dubbio però. «Possiamo riuscire ad avere sindaco Properzi che non solo è un grande urbanista ma soprattutto un uomo concreto, operoso, capace di portare avanti il processo di ricostruzione».