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Pescara, 11/04/2026
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Data: 03/05/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Disoccupazione da record a casa il 36% dei giovani. Nell’Eurozona il tasso dei senza impiego arriva al 10,9%

ROMA A un passo dal temuto traguardo del 10%. Probabile che ci si arrivi alla prossima curva. Un po’ come i due euro al litro per la benzina. Nessuno certo poteva immaginare che l’ultimo rilevamento Istat, quello di marzo, sulla disoccupazione potesse certificare una inversione di tendenza, ma neppure che segnasse l’accelerazione di una crisi già drammatica. Il tasso dei senza lavoro è arrivato al 9,8%, più 0,2% rispetto a febbraio e più 1,7% su base annua. L’incremento più alto dal gennaio del 2004, cioè da quando è iniziata la serie delle registrazioni mensili e addirittura dal 2000 con l’avvio dei conteggi trimestrali.
A marzo, ricorda ancora l’istituto di statistisca, i disoccupati erano poco più di due milioni e mezzo: il loro numero è cresciuto del 2,7% rispetto a febbraio (66.000 unità) e del 23,4% (476.000 unità) in un anno. Il che vuol dire che in dodici mesi si è perso un ulteriore mezzo milione di posti. Dramma nel dramma, quello dei giovani compresi tra i 15 e i 24 anni: il 35,9% non ha un impiego e ha pochissime speranze di trovarlo. Attenzione, non è più un giovane su tre, come spesso è stato ripetuto più volte negli ultimi mesi. L’ultimo rilevamento va oltre, fin quasi ad arrivare alla cifra tonda del 36%, frutto di una crescita di due punti su febbraio e di oltre sette punti nell’arco di un anno. E’ il livello più alto dal 2004, ma addirittura dal quarto trimestre ’92 se si parte dall’inizio delle serie storiche trimestrali. In Germania i giovani senza lavoro sono al 7,9%, in Austria all’8,6%, in Olanda al 9,3%. In Grecia al 51,2% e in Spagna al 51,1%.
Secondo la Cgil si tratta di dati che non testimoniano esattamente la situazione perché - precisa il segretario confederale, Fulvio Fammoni - l’indice della disoccupazione reale arriva fino al 13% considerando l’esercito dei cosiddetti «scoraggiati». Cioè di coloro che un impiego non lo cercano in quanto convintissimi di non poterlo ottenere. Più colpiti gli uomini con il +3,9% su febbraio e +23,4% sull’anno. Per le donne +1,3% su febbraio e +23,4% sull’anno. E certo non può essere una consolazione il fatto che nell’Eurozona il muro del 10% sia stato abbondantemente sfondato, arrivando al 10,9% (era al 10,8% a febbraio e al 9,9% un anno fa). Uguagliato il record storico dell’aprile ’97. Spagna in testa alla poco invidiabile classifica con il 24,1%, seguita dalla Grecia con il 21,7%, però relativo al gennaio 2012.
Il discorso di Giorgio Napolitano al Quirinale in occasione del primo maggio è stata l’occasione per lanciare un caldo invito all’impegno comune per la crescita dei giovani. «Basta - ha insistito il Capo dello Stato - con l’arroccarsi su conquiste del passato» e la politica deve evitare «contrapposizioni laceranti e paralizzanti». Per il ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, i dati sulla disoccupazione sono il risultato dell’effetto combinato della recessione seguita ad un decennio di crescita insufficiente e delle misure che il governo ha dovuto adottare per evitare lo scivolamento dei conti pubblici. Secondo il leader Cgil, Susanna Camusso, siamo di fronte a dati semplicemente «drammatici e se non si ricomincia a crescere il Paese si avviterà in una crisi infinita». Il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni, vede una «situazione esplosiva... il governo dei professori non basta, ma serve un nuovo patto sociale». «Va approvata immediatamente la riforma del lavoro - sottolinea Confcommercio - perché ulteriori vincoli sarebbero esiziali». L’ex ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, invece chiede modifiche al ddl lavoro e avverte: «La disoccupazione sta mettendo a rischio la coesione sociale».




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